Chiacchiere e frittelle: si festeggia il Carnevale

Con questo articolo diamo il benvenuto come collaboratirice di valcenoweb a Marianna Notti e apriamo una nuova sezione dedicata alla gastronomia

 

di Marianna Notti

La settimana di Carnevale è ufficialmente iniziata. Accendete i fornelli, lucidate padelle e schiumarole e cominciate a friggere.

Il fritto a Carnevale è quasi un obbligo istituzionale, una di quelle tradizioni che riguarda tutto il Paese; che lo unisce, ma che lo divide anche, nella campanilistica difesa delle proprie specialità locali.

Qui in Val Ceno la tradizione vuole che si preparino chiacchiere e frittelle e non credo di esagerare nell’affermare che ogni famiglia si tramandi da decenni ricette gelosamente custodite, scritte dalle bisnonne con grafia incerta su foglietti ormai consumati dal tempo.

Ma la storia di queste golosità è ben più antica e risale – probabilmente – all’epoca dell’impero romano. Pare, infatti, che durante i Saturnali – festività religiose dedicate a Saturno – fosse uso preparare dei piccoli dolci a base di uova e farina fritti nel grasso di maiale: i frictilia. Una ricetta di grande successo se si pensa che in circa duemila anni è rimasta quasi invariata…

Oggi, dunque, è il giorno dei “frictilia”, è il giorno in cui la casa viene invasa da un profumo inebriante e magari si salta il pranzo, per fare scorpacciata di frittelle e chiacchiere ancora calde, appena scolate dallo strutto bollente.

Sì, perché – con buona pace della dieta – per friggere a regola d’arte ci vuole lo strutto, alla giusta temperatura, per ottenere un fritto croccante e perfettamente asciutto.

E le ricette quindi? Come dicevo ce ne sono a migliaia, tutte simili e tutte diverse. C’è chi nelle chiacchiere mette il lievito e chi no, chi mette il vino bianco, chi la grappa, chi vuole le frittelle dolci e chi le preferisce neutre (che così vanno bene anche coi salumi, e non è poco…).

Ecco allora due delle tante, tantissime, ricette in circolazione. Se volete, nei commenti, raccontateci le vostre…

Chiacchiere

500 g di farina

3 tuorli d’uovo

1 uovo intero

5 cucchiai di zucchero

30 g di burro

1 pizzico di sale

1 bustina di vanillina

1 limone non trattato (scorza)

grappa q.b.

Impastate tutti gli ingredienti fino a ottenere un impasto liscio e compatto. Stendete una sfoglia alta circa 3 mm e ricavate delle losanghe con la rotella dentellata. Praticate un taglio al centro di ogni chiacchiera e formate il classico “nodo”. Friggete le chiacchiere in abbondante strutto bollente, scolatele su carta assorbente e spolverizzatele con abbondante zucchero a velo.

Frittelle

500 g di farina

1 patata

3 uova intere

1 cubetto di lievito di birra

1 pizzico di sale

1 pizzico di zucchero

1 limone non trattato (scorza)

Setacciate la farina con il sale e lo zucchero, unite la scorza di limone, la patata bollita e schiacciata e il lievito sciolto in acqua. Impastate con altra acqua, fino a ottenere un impasto dalla consistenza molle. Lasciate lievitare per almeno un’ora, quindi mescolate l’impasto e incorporate le uova una alla volta. Friggete l’impasto a cucchiaiate, in abbondante strutto bollente e scolate le frittelle su carta assorbente. Servitele calde con lo zucchero o – se preferite – con qualche fetta di salame.

 

 

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