LO STORICO BARDIGIANO PROF. VITO FUMAGALLI. UN RICORDO NEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA.

 

VALCENOPERSONAGGI N. 4 – 13 APRILE 2017

BY GIUSEPPE BEPPE CONTI

VITO FUMAGALLI

Domenica 16 aprile (Pasqua) ricorre il 20° anniversario della scomparsa del bardigiano prof. Vito Fumagalli; ecco un breve ricordo di questo grande bardigiano. 

VITO FUMAGALLI nacque a Bardi il 15 Giugno 1938 da Giuseppe (è ancora viva nel ricordo di tanti la schietta figura che fu per 40 anni medico veterinario della condotta bardigiana) e dalla signora Sassi Jole. Dopo essersi laureato, nel 1961, alla Scuola Normale di Pisa, discutendo una tesi di argomento agiografico riguardante Geraldo di Aurillac, ottiene una borsa di studio a Verona dove si dedica, sotto la guida di Cinzio Violante, ad indagini di economia agraria medievale e contemporaneamente insegna nelle scuole superiori. In quel periodo pubblica vari articoli sulla fiorentina “Rivista di storia agraria” con cui mette in luce un modo innovativo, in Italia, di fare la storia dell’agricoltura. Dal 1966 al 1969 è collaboratore dell’Istituto storico italo-germanico di Roma diretto, in quel periodo da Gerd Tellenbac; a questi anni, determinanti per la sua ricerca scientifica, appartengono alcuni lavori riguardanti le circoscrizioni comitati e i distretti minori nel territorio tra Parma e Piacenza, nei quai si evidenzia l’importanza dello studio delle realtà territoriali più piccole e della storia locale ed il forte legame dello storico con la terra d’origine. L’opera principale di quegli anni rimane “Le origini di una grande dinastia feudale. Adalberto Atto di Canossa” (1971). Di grande rilevanza è la partecipazione del Fumagalli ai Convegni di Studi matildici del 1970, 1977 e 1995 sino all’ultima pubblicazione “Matilde di Canossa. Potenza e solitudine di una donna del Medioevo” (1996).

Assistente all’Università di Macerata nel 1969-70, dopo aver vinto il concorso per la libera docenza, egli passa all’Università di Bologna dove resterà come docente e poi come Direttore del Dipartimento di Paleografia e Medievistica sino al 1994. Con “Terra e società nell’Italia Padana. I secoli IX e X” (1976) inizia una seconda decisiva fase perchè in quest’opera fondamentale egli elabora e riunisce tematiche già in parte affrontate ed altre inedite che lo fanno

Apprezzare non solo alla comunità scientifica, ma soprattutto al grande pubblico. Segue poi “Il Regno Italico” (2° Volume della Storia d’Italia UTET, 1978) che, come il precedente, mette in luce l’abilità di narratore e la grande comunicatività dello storico. Altri saggi di grande divulgazione che hanno avuto grande successo di pubblico sono: “Uomini e paesaggi medievali” (1989), “L’uomo e l’ambiente nel Medioevo” (1992), ma soprattutto la quadrilogia “Quando il cielo si oscura. Modi di vita nel Medioevo” (1987). “La pietra viva. Città e natura nel Medioevo” (1988). “Solitudo carnis. Vicende del corpo nel Medioevo” (1990). “L’alba del Medioevo” (1993). I quattro saggi vennero raccolti poi in un unico volume sotto l’illuminante titolo “Paesaggi della paura. Vita e natura nel Medioevo” (1994). Parallelamente ai libri di grande divulgazione vedono la luce diverse opere destinate al pubblico universitario ed il grande impegno profuso anche nell’impulso dato agli studi medievistici per l’attiva partecipazione, in qualità di membro del consiglio direttivo, al Centro italiano di studi sull’alto Medioevo che ha sede in Spoleto ed alle sue settimane di studio. Fumagalli collabora anche ad una collana editoriale dal titolo “Biblioteca di storia agraria e medievale”.

Candidatosi a Parma per le elezioni politiche del 1994, viene eletto deputato e mantiene l’incarico fino all’aprile del 1996, quando rientra a Bologna in seguito alla caduta del Governo e al conseguente scioglimento delle Camere.

Nel 1994 esce con il 3° volume della Storia d’Europa Einaudi dedicato al Medioevo, il suo contributo dal titolo “Ad Occidente, l’entità Europa nell’alto Medioevo” in cui riprende gran parte delle tematiche a lui care (le strutture materiali, l’economia, i legami tra le persone, la nobiltà) e le fonde con lo studio delle maggiori istituzioni dell’epoca, Papato, Impero e Monarchia.

Nel 1995 vengono datti alle stampe due scritti di notevole interesse; il primo una raccolta di saggi dal titolo “Scrivere la storia” Riflessioni di un medievista” che evidenzia il pensiero storiografico dell’autore; il secondo lavoro di quell’anno fu “Uomini contro la storia”, ossia coloro i quali appartenenti ad ogni classe sociale hanno avuto il coraggio di opporsi a ciò che l’autore definisce la “linea vincente della storia”.

Il Professor Fumagalli fu tra i primi soci del Centro Studi Val Ceno, (divenendo in seguito anche Presidente), contribuendo non poco allo sviluppo della benemerita istituzione voluta dal Compianto Cardinale Antonio Samorè per valorizzare la nostra valle; ed il volume “Il Castello di Bardi, nascita di un Borgo Militare” nei Quaderni del Centro Studi ne è una importante testimonianza. Altro prezioso contributo rimane il bel capitolo relativo in buona parte alla storia di Bardi inserito in “Valtaro e Valceno nell’Alto Medioevo” e “Il castello di Bardi attraverso la storia dell’Appennino Occidentale”. In questi libri oltre alla profonda cultura vi è tutto l’amore di Vito Fumagalli per il suo paese, per la sua valle. Questi sentimenti non devono essere scordati dai bardigiani ma coltivati e messi a frutto per ricordare un uomo che tanto ha dato alla sua terra.

Morì a Bologna il 16 Aprile 1997.

Note a cura di Beppe Conti

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