CORREVA L’ANNO 1929. ELEZIONI REFERENDUM 1929.

CORREVA L’ANNO IN VALCENO – RIPRESENTAZIONE

N. 6 – 26.04.2017 – BY GIUSEPPE BEPPE CONTI

CORREVA L’ANNO…………. IN VALCENO. (N.6 -20 Settembre 2014)

NOTIZIE TRATTE DAI GIORNALI DELL’EPOCA

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CORRIERE EMILIANO 25 MARZO 1929

(Siamo in pieno regime. La Gazzetta di Parma era stata assorbita dal Corriere Emiliano organo del Partito Fascista Parmense)

Le elezioni politiche del 1929 si svolsero il 24 marzo 1929.

Il Suffragio universale maschile vigente dal 1912 (e, quindi, il diritto al voto) veniva ristretto ai soli cittadini maschi iscritti a un sindacato o a una associazione di categoria, in servizio permanente nei corpi armati dello Stato, oltre ai religiosi. Anche per questo motivo, gli iscritti alle liste per le elezioni del 1929 erano poco meno di 9,5 milioni: erano stati 12,1 milioni nel 1924 e 11,5 milioni nel 1921. La votazione si svolse in forma plebiscitaria. Gli elettori potevano votare SÌ o NO per approvare la lista dei deputati designati dal Gran Consiglio del Fascismo. L’elettore veniva fornito di due schede di uguali dimensioni, bianche all’esterno, recanti all’interno la formula: “Approvate voi la lista dei deputati designati dal Gran Consiglio Nazionale del Fascismo?”; nella scheda con il SI l’interno era anche corredato da due bande tricolore, in quella con il NO la scheda si presentava bianca. L’elettore doveva al momento del voto raccogliere entrambe le schede,dove all’interno della cabina elettorale avrebbe trovato una prima urna dove avrebbe lasciato la scheda scartata; per poi consegnare nelle mani degli scrutatori la scheda prescelta affinché si assicurassero che essa fosse “accuratamente sigillata”. Questo farraginoso sistema aveva di fatto un effetto inibitorio verso l’elettore che non poteva avere una certezza assoluta sulla segretezza del voto, proprio a causa di quest’ultimo passaggio, anche se formalmente la legge sembrava garantire la riservatezza. In caso di vittoria dei NO si sarebbero dovute ripetere le elezioni con l’ammissione di altre liste proposte da enti o associazioni autorizzati dalla legge, con almeno 5000 firmatari aventi diritto al voto (Regio decreto n° 1993 del 2 settembre 1928, in particolare l’art. 57).

Anche nel parmense i SI, per l’approvazione della lista dei deputati del Gran Consiglio del Fascismo, furono la schiacciante maggioranza.; nel comune di Metti e Pozzolo (oggi Bore), si registrò la percentuale più bassa di votanti 54%. A Varsi i SI furono il 100%.

BY GIUSEPPE BEPPE CONTI

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