CORREVA L’ANNO 1975. IL DRAMMA DELLO SPAGHETTI HOUSE DI LONDRA TRA GLI OSTAGGI ANCHE DUE EMIGRATI ORIGINARI DI BARDI. BRUNO E GINO BERNI (3^ E ULTIMA PARTE).

IL DRAMMA DELLO SPAGHETTI HOUSE DI LONDRA 3^ PARTE

EPILOGO 

By Giuseppe Beppe Conti

GAZZETTA DI PARMA

SABATO 4 OTTOBRE 1975

FINITA DOPO 122 ORE LA PRIGIONIA DI TUTTI GLI ITALIANI

LIBERATI I TRE PARMENSI TENUTI COME OSTAGGI A LONDRA

LE CONDIZONI DEI SEQUESTRATI SONO BUONE. I PARENTI DI GINO E BRUNO BERNI HANNO ATTESO I LORO CONGIUNTI IN UN COMMISSARIATO.

IL CAPO DEI BANDITI HA TENTATO IL SUICIDIO SPARANDOSI.

LONDRA 3 OTTOBRE

I tre parmensi Gino e Bruno Berni e Mario Roscelli sono salvi. Assieme agli altri tre italiani tenuti ostaggio nel ristorante di Londra sono stati liberati dai loro carcerieri. Questa mattina pochi minuti dopo le 4, quando ancora non era spuntata l’alba su Londra, si è conclusa l’odissea dei sei italiani tenuti prigionieri da tre banditi armati nello scantinato del ristorante “Spaghetti House” a Knightsbridges. I tre banditi si sono arresi agli uomini di Scotland Yard che da cinque giorni li tenevano assediati. I sei italiani stanchi, le barbe lunghe, sono usciti uno per volta in rapida successione e sono stati immediatamente sottoposti a una visita medica per accertare le condizioni di ciascuno. Stanno tutti bene. Ripetiamone i nomi: Enrico Manini, di 52 ani di Tolasecca presso Varese, Giovanni Scrano, 30 anni, di Taranto, Renato Nasta 40 anni, di Venezia, Mario Roscelli, 30 anni di Parma, i fratelli Gino e Bruno Berni, rispettivamente di 41 e 48 anni, entrambi originari di Bardi. Il capo del terzetto di banditi, il 28enne Franklin Davis, un nigeriano, prima di arrendersi e deporre l’arma che aveva in pugno ha diretto la bocca della pistola verso il proprio stomaco ed ha fatto partire il colpo. Davis, scarcerato l’ anno scorso dopo aver scontato sette anni di reclusione inflittagli per un rapina in banca, dopo aver liberato i prigionieri, ha avvertito il vice commissario (vice questore) di Londra, Colin Woods, che lui e i suoi due compagni giamaicani sarebbero usciti di li a poco con le mani alzate in segno di resa. E’ a questo punto che il Davis si è sparato all’altezza dello stomaco. E’ durata quindi esattamente 122 ore e pochissimi minuti l’odissea dei sei italiani liberati questa mattina. Il primo sintomo che il dramma era giunto alla conclusione lo si è avvertito verso le 4, quando tre ambulanze sono giunte a Knightsbridges. Ha dunque funzionato anche a Londra il sistema psicologico della “trasferenza”, dove tra rapiti e rapitori con l’andar del tempo, si crea una sorta di rapporto inter-agente?. Dick e Muonroe sono stati portati sotto una forte scorta alla vicina stazione di polizia di Cannon Row dove si è insediato il comando operativo della massiccia operazione di polizia, la prima di questo genere in Gran Bretagna.

I tre banditi si sono arresi diverse ore dopo l’annuncio dato da Mark, dell’arresto di due individui, l’itaiano Lilo Calogero Termine, di 33 anni, e del tedesco occidentale Freiderich Waldeberger, un ex lottatore, sotto l’accusa di associazione a delinquere con l’intervento di derubare e rapinare la “Spaghetti House” dove si è svolto il dramma. La polizia aveva accertato che il Davis aveva lavorato in una casa da gioco diretta da Waldeberger, noto anche con il soprannome di “Rondel”, situata nel distretto di Soho nel west end londinese., Rondel che si faceva chiamare “Aaquila Bianca” ai tempi in cui praticava lo sport attivo, si stava facendo intervistare da una troupe televisiva quando i poliziotti sono penetrati nel suo locale.

Quattro italiani stamane alle 10 erano ancora al comando di polizia di Cannon Row dove stavano riposando in attesa di essere interrogati da Scotland Yard. La polizia preferisce vederli subito per avere le impressioni più immediate. Per lo stesso motivo e per il massimo rispetto del segreto istruttorio che viene esercitato in questo Paese, i giornalisti sono stati invano in attesa. I parenti di Gino e Bruno Berni (un fratello e una sorella) sono stati ad aspettare a Cannon Row insieme al fratello di Renato Nasta che era arrivato da Venezia tre giorni fa, e ad altri tre familiari degli ex ostaggi.

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