IL GRANDE CUORE DELLA COMUNITA’ DI GRAVAGO (BARDI) A NEW YORK. GAZZETTA DI PARMA 8 NOVEMBRE 2017. VALCENOEMIGRAZIONE N. 15/2017.

DI ERIKA MARTORANA.

L’unione fa la forza. L’antico proverbio calza a pennello per descrivere l’impegno di emigranti,

gravagotti ed amici che, nei giorni scorsi, si sono riuniti a New York con l’obiettivo comune

di «salvare» la chiesa di San Michele di Monastero di Gravago, in Val Noveglia.

Dopo i numerosi problemi registrati dal luogo di culto negli ultimi tempi, primo tra tutti lo

smottamento che, pian piano, sta spingendo sempre più la chiesa verso valle, circa 220 persone

si sono date appuntamento all’ormai tradizionale Dinner Dance, nel ristorante «Riccardo’s by

the Bridge», ad Astoria. con lo scopo di raccogliere fondi utili per riportare agli antichi splendori

la costruzione religiosa. Per il terzo anno consecutivo, dunque, si è rivelato ancora una

volta vincente il connubio tra italiani e italo-americani radunati nel comitato «Gli amici della

Chiesa di Monastero» composto composto da Gino Barbuti, Angela Musco Barbuti, Joseph Bertorelli, Anna Bertorelli, Denise Cappellini, Norma Bonaiuto, Anna e Dorino Civetta, Anita Costa, Luciano, Maria e Peter Sbuttoni, Maria Scarimbolo, Gamil e Maria Soury, Mary e Rose Villani, Luciano e Laura Zazzera.Grazie a questa giornata benefica sono riusciti a raccogliere

circa 30 mila dollari. Ammonta a 100 mila dollari la somma accumulata in sole tre edizioni del

Dinner.«Non avremmo mai pensato di poter arrivare a tanto – ha dichiarato il portavoce del gruppo,

Luciano Zazzera – questa cifra si aggiunge ai 100 mila euro già stanziati dalla Regione, ad altri

50 che dovrebbero arrivare proprio a gennaio dalla Regione stessa, ad altre donazioni tra cui

quella della Diocesi di Piacenza e quella di ben 2000 euro di un signore di Frosinone che fa il

trasportatore. Dovremmo arrivare presto a raggiungere i 400 mila euro necessari per iniziare i

lavori nel Monastero. Il nostro obiettivo: vederli terminati entro il 2018, prima della prossima

festa newyorkese». A New York, dopo il pranzo, si è svolta anche la lotteria, con ricchi

premi, e poi la serata danzante con musica d’orchestra: «Sembrava una piccola Sant’Anna a New York» ha commentato Zazzera. Alla festa hanno partecipato cittadini di numerosi stati americani:

oltre a New York, anche Florida, Connecticut, Massachusetts e New Jersey; tra gli altri, era presente anche don Giosuè Lo Bue, direttore spirituale del Seminario di Palermo.

La parrocchia di Gravago ha ricevuto, inoltre, un’offerta extra che verrà devoluta alla scuola

materna di Bardi. «Un grosso ringraziamento va al Comitato e a tutte le famiglie –

ha concluso il portavoce – è un grande orgoglio sapere di avere una comunità così generosa e

legata alle sue origini».

La storia

Ancora chiusa la zona dell’abside. Negli ultimi anni la chiesa di San Michele di Monastero di

Gravago ha subito lesioni all’arcata interna dell’abside e alla pavimentazione. Così, sul finire

del 2012, è risultata inevitabile da parte dell’amministrazione comunale l’ordinanza di chiusura

di un edificio di culto molto amato dai residenti, in quanto teatro dei momenti più belli della

comunità: qui sono stati celebrati migliaia di battesimi, prime comunioni, cresime e matrimoni.

I cittadini hanno riunito le forze per porre fine ai problemi strutturali dell’antica chiesa.

Dopo alcuni lavori, nel 2014, l’edificio religioso è stato riaperto, ma, dato il persistere di diverse

parti danneggiate, la zona dell’abside è rimasta chiusa al pubblico.

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