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PROPOSTE PER LA MONTAGNA

 IL DIBATTITO APEA E ZONE FRANCHE

Allego alla presente lettera inviata al Presidente della Provincia dr.
Bernazzoli.
Distinti saluti da Giuseppe Conti Sindaco di Bardi

visualizza>>>

 

 

A Liverpool per ricordare gli emiliani

LONDRA - Decio Anzani era di Forlì: antifascista, per sfuggire alle persecuzioni di Mussolini emigrò in Gran Bretagna. Luigi Gonzaga era un ragazzo della provincia di Parma, emigrato nel Regno Unito in cerca di un vita migliore di quella offerta dall' Italia del ventennio. Loro due e centinaia di altri italiani di sesso maschile vennero internati su ordine del governo britannico, all' inizio della seconda guerra mondiale, per evitare possibili complicità col nemico. Le conseguenze furono fatali: caricati su una nave passeggeri, la Arandora Star , che avrebbe dovuto trasportarli in un campo di prigionia in Canada, furono affondati al largo dell' Irlanda, il 2 luglio 1940, dal siluro di un U-Boat tedesco, che aveva scambiato la Arandora , ridipinta di grigio prima della partenza, per una nave da guerra. A bordo c' erano 1500 uomini. La nave, dotata solo di 40 scialuppe, andò a fondo in mezz' ora. Morirono 800 internati, tra cui 446 italiani, molti dei quali emiliano-romagnoli. Gente che non aveva fatto niente di male. Le famiglie delle vittime non ricevettero mai scuse o risarcimenti. Varie commemorazioni si sono tenute negli ultimi anni in Italia, ma adesso, grazie a un' iniziativa della regione Emilia-Romagna, ce ne sarà una ufficiale in Inghilterra: a Liverpool, da cui partì l' Arandora e «capitale della cultura europea» per il 2008, il 2 luglio prossimo si terrà una messa per i caduti, la presentazione del libro di Serena Balestracci sull' avvenimento e l' esecuzione di un' opera del musicista bolognese Fabrizio Festa su testi dello scrittore Marcello Fois. «C' è un' ampia comunità di emiliano-romagnoli in Gran Bretagna», mi ha scritto Romeo Broglia, che tiene i rapporti con i nostri emigrati all' estero per conto della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Parma, segnalando l' iniziativa. «Tra essi c' è un rinnovato interesse per riscoprire la storia della loro integrazione, spesso difficile. Un aspetto che a noi interessa molto, perché può aiutarci a comprendere i problemi dell' immigrazione oggi in Italia». - ENRICO FRANCESCHINI

 

 

 

Con grande dolore pubblico questa triste notizia, tratta da l'informazione del 3 maggio 2008
Marco Giovanelli, 38 anni di Varsi, muore in  un tragico incidente in moto.

Ciao Marco
con
Flavio

 



 

 

 


CENTRO STUDI VAL CENO “ Cardinale Antonio Samorè”

Via San Francesco 25 – 43032 Bardi PR

 


                           Comitato Pro Vittime Arandora Star – Bardi PR

 

 

CONCORSO SUL TEMA DELL’EMIGRAZIONE

 

 

Il Centro Studi Val Ceno ed il Comitato Pro Vittime Arandora Star di Bardi  propongono un concorso per gli alunni singoli o classi delle Scuole Superiori di Valceno/Valtaro sul tema dell’emigrazione, fenomeno storico e sociale che ha colpito, per molti decenni, l’Italia e le nostre zone.

Il concorso prevede lo svolgimento di una relazione scritta, di una ricerca incentrata sul tema sopra esposto.

L’argomento specifico proposto per questo primo concorso è il seguente:

Capire ed interpretare  il fenomeno migratorio oggi verso l’ Italia alla luce dell’esperienze vissute dagli emigrati italiani, di val Ceno e val Taro negli ultimi secoli. Similitudini e differenze”

 

1° Premio € 200,00

2° Premio € 100,00

 

Gli elaborati devono essere inviati a Giuseppe Conti – Centro Studi Val Ceno –Via Cella 36 – 43032 Bardi PR per posta o anche tramite mail – beconti@libero.it - entro e non oltre il 30 aprile 2008.

 

La giuria è  composta da : Balestracci Maria Serena, Broglia Romeo, Pontremoli Andrea,  Conti Giuseppe.

Per ulteriori informazioni contattare Giuseppe Conti – 3494497943 – beconti@libero.

 

 


Ponte Lamberti -Bardi-

settembre 2007

1 049.jpg (236579 byte)

 

Trovato morto al bordo della strada, 
probabilmente investito da un'automobile
un ormai raro esemplare di Istrice

vai al servizio fotografico>>>

 

 



Venerdì 12 ottobre, 
presso il Museo Guatelli di Ozzano Taro (PR),
 prenderà il via il primo ciclo di laboratori serali per
adulti proposti dalla Fondazione Museo Ettore Guatelli, 
con uno stage di danze popolari.

Lo stage, a cura di Maddalena Scagnelli ed Enerbia, si articolerà su
tre serate (ma con possibilità anche di un'eventuale quarta serata)
con cadenza settimanale, secondo il seguente calendario:

venerdì 12 ottobre
venerdì 19 ottobre
venerdì 26 ottobre

a partire dalle ore 21.00 fino alle ore 22.30 presso il Museo Ettore
Guatelli (Via Nazionale n.130 - Ozzano Taro di Collecchio -PR).

 e sarà così articolato:

venerdì 12 - balli di gruppo con il piffero e la fisarmonica  ( giga,
alessandrina  e piana)
venerdì 19 - danze di gruppo con la ghironda  ( circolo circasso,
andro, chappelloise )
venerdì 26 - balli con piffero e fisarmonica ma con l'aggiunta del
ballo di coppia   polka a saltini

In allegato, il volantino relativo al corso ed una scheda informativa
relativa ai Balli dell'Appennino Occidentale realizzata da Fabio
Silva.

visiona il volantino>>>

storia dei balli dell'appennino>>>

www.museoguatelli.it

 

 

 

 

 


A Schio di Vicenza 
per Pietro  Cella

vai al servizio>>>




 

 

 

 

 

 
Varsi

Riaperto finalmente il forno

visita il forno

 

 


Domenica 5 agosto 2007

la Rai trasmetterà la S. Messa
dalla chiesa parrochiale di Tosca -Varsi-

tosca-003

 

 

 

 

Varano de’Melegari e il
suo castello si trasformeranno


a breve,in un vero e
proprio set cinematografico.Dal 3 al 13 marzo infatti,
il castello Pallavicino
di Varano ospiterà le riprese
della terza serie del celebre
sceneggiato televisivo
"Elisa di Rivombrosa".
Anche il paese di Varano si
appresta ad accogliere la
produzione e gli attori,
che avranno come punto
di riferimento la Cooperativa Fantasia,da tempo impegnata
nella gestione del Castello:«Il fatto che le riprese
coinvolgano sia il castello di Varano che quello di Golaso
ci rende orgogliosi - sottolinea il presidente Giuliano
Capece - l’opportunità che ci si è presentata con
le riprese di "Elisa di Rivombrosa 3" ci permette di
pensare alla Val Ceno come un importante polo di attrazione
turistica».Anche il sindaco Luigi Bassi ha voluto
sottolineare l’importanza che questo avvenimento rivestirà
per Varano,ricordando che «la scelta di investire
sul castello permetterà di avere ricadute economiche
non solo su tutta la valle del Ceno».Dello stesso
parere l’assessore alla Cultura Pierantonio Tanzi,che aggiunge:
«Attraverso questa richiesta viene confermato
il valore storico culturale del nostro castello».Il Castello
Pallavicino di Varano si appresta quindi ad aprire la
sua stagione nel migliore dei modi,attendendo i suoi visitatori
con un briciolo di notorietà in più.Nel frattempo
si cercano comparse per le riprese:uomini e donne
dai 18 ai 70 anni e bambini dai 6 ai 10 anni.La selezione
si terrà sabato 3 febbraio 2007 dalle 10 alle 17 
presso l'Aula Magna dell'Itsos Gadda di Fornovo di Taro
 
www.coopfantasia.it,
oppure
info@coopfantasia.it (Augusto Stocchi)

notizia tratta da: www.linformazione.com

 

 

 

 


Sono alla ricerca di aneddotica minore sulla resistenza in Val Noveglia.
Dalla battaglia di Osacca (25.12.43) sino alla fine. Testimonianze,
avvenimenti, da utilizzare per una raccolta di racconti che sto scrivendo su
quel tema.



Grazie e cari saluti
Luciano Rossi


centro@psicodialettica.com


 

 

 

 

L’informatica nella nostra montagna”

L’intervento di Giuseppe Conti, consigliere provinciale : Le “Terre Alte”, considerazioni da una sperimentazione pilota in Val Ceno… il problema montagna, passare dalle parole ai fatti.

 

tratto da:

www.alicenonlosa.it
n.213 del 31/10/2006

 

 

In questo periodo, analisi e discussioni, riportate dai vari media, sono incentrate sulla situazione economica e ciò a ragion veduta vista la forte preoccupazione che circola fra la popolazione.

A livello nazionale si parla di strategie di sviluppo, ma non mi sembra di sentir accennare ad un più equilibrato utilizzo del territorio nazionale: se ne ricava la sensazione che si sia dimenticato il fatto che l’Italia é costituita per   “l'80% da colline e montagne, e solo per il 20% da pianure, e che buona parte di questo territorio montano sta morendo per spopolamento ed abbandono (che sperpero di risorse ambientali!).

Si parla di investimenti per lo sviluppo e di riduzione dei costi amministrativi, ma continuo a non raccogliere voci sull’opportunità di contenere la spinta verso una eccessiva urbanizzazione (con conseguenti problemi di traffico, inquinamento, sicurezza e, più in generale di decadimento della qualità della vita in molte aree cittadine). Rilevo che anche l’U.E. sottolinea il ritardo dell’Italia nell’operazioni di cablatura delle aree extra-urbane e nel riadeguamento delle reti. Per non parlare della rincorsa alle energie alternative, possibilmente non invasive (nelle valli appenniniche del parmense, quante case sono dotate di panelli solari?)

Resto invece con la sgradevole sensazione che qualcuno guardi agli Appennini come a luoghi nascosti, ideali per discariche ed impianti impopolari (incuranti in ciò dell’instabilità dei versanti e del fatto che, ad esempio, l’acqua che si beve in città nasce in montagna). Siamo in tanti a non volere questo destino per le nostre valli. Ed è anche per questo motivo che desidero, ancora una volta, richiamare l’attenzione sulle Terre Alte e ricordare l’esperienza pilota realizzata in Val Ceno, esperienza che mi ha coinvolto personalmente da alcuni anni.

Nell’anno 2000, è stato introdotto dalla Pubblica Amministrazione locale l’uso delle nuove tecnologie informatiche e telematiche,  sostenute dal Centro Studi della Val Ceno (Presidente A. Pontremoli), che si è fortemente impegnato con il supporto della Fondazione IBM Italia e di un gruppo di volontari.

A partire dal 2000, l’attività sperimentale ha portato a quanto segue :

§          offrire una immagine nuova della valle, in grado di mettere in luce i valori ambientali, turistici, storico-culturali, ed è nato da questa considerazione il “Bardi Web Award”, un evento organizzato dall’omonimo comitato, divenuto, con 7 edizioni alle proprie spalle, un punto di riferimento nazionale, in grado di richiamare l’attenzione del pubblico su Bardi (vista come uno dei principali punti di attrazione del nostro territorio) – www.bardiweb.org.

§          offrire ai ragazzi la possibilità di seguire i corsi di una scuola media superiore stando vicino a casa, riducendo così una delle principali cause di abbandono del territorio e conseguente spopolamento – è partita da questa esigenza “Una Scuola al servizio del Territorio”, un esperimento di apprendimento a distanza, che ha ora al proprio attivo 6 anni compiuti di sperimentazione effettiva ed è stato più volte premiato e duplicato in contesti simili al nostro – www.provincia.parma.it/progetto bardi ;

§          creare e sviluppare conoscenze, per offrire agli adulti opportunità di aggiornamento a distanza nel tentativo di mantenere il passo con un mondo tecnologico in costante e rapidissima evoluzione – si citano a questo proposito i workshops organizzati dal Comitato Bardi Web Award ed i corsi voluti dalla Pubblica Amministrazione;

§          sostenere attività lavorative qualificate e compatibili con la natura dell’area sulle quali le stesse intendono sorgere, creando disponibilità di strutture evolute ed agevolate e prevedendo vantaggi di tipo economico che compensino la distanza dal mercato – nel nostro caso nuove aziende si sono insediate in Val Ceno per iniziativa di privati (vedere ad esempio: www.bardilab.it- www.bardiservizi.com - www.cadellupo.com- www.cadalfieri.it - www.harimann.net, “Regalami il tuo sogno”, Ca del Fuoco ed altre ) - alcune di queste sono state incoraggiate dall’ospitalità, offerta a Bardi dall’incubatore che creò, nei primi anni duemila l’allora Amministrazione Comunale, dotato di attrezzature informatiche e sistema wireless, collegato via Ponte radio alla Rete Telematica Territoriale, curata dalla Provincia di Parma;

§       favorire l’evoluzione dei servizi ai cittadini, creando accessi facilitati per i servizi amministrativi e facendo sì che le reti (elettriche, telefoniche, ecc.) vengano adeguate e mantenute efficienti .

Uno dopo l’altro, i vari tasselli sono andati formando un disegno interessante, che non può essere trascurato e tanto meno dimenticato.

Va detto che i principi ispiratori sopra elencati sembrano oggi generalmente assorbiti e condivisi dalla maggior parte degli operatori: ad esempio pare accettato il concetto che occorre dotare la Val Ceno di una “superstrada telematica” oltre che migliorare sensibilmente l’attuale tratto viario verso Fornovo  e verso la Valle del Taro.

Se questo è vero a livello di enunciazione di principio, molto meno lo si riscontra però nei fatti. Mi spiego con esempi:

§       la rete telefonica dei Comune di Bardi, Varsi ed altri limitrofi (facenti parte del territorio della nostra  sperimentazione) ad ottobre 2006  non sono neppure dotati della tecnologia HDSL e quindi gli abitanti  non possono avvalersi di una linea abbastanza veloce per la trasmissione dati e neppure utilizzare VOIP (voice over internet protocol);

§       si sente spesso osservare che la montagna non ha capacità di progettazione, ma nel nostro territorio, pur con fatica, si sono formati delle componenti preparate. Sarebbe opportuno coinvolgerle il più possibile, sia in fase di progettazione che di realizzazione delle iniziative, perché in questo modo, forse, i progetti non verrebbero percepiti localmente come estranei al tessuto ambientale ed i finanziamenti ricadrebbero effettivamente sulla montagna.

Ritornando al tema della condivisione di conoscenze e della competitività territoriale, un accenno particolare va fatto a

ll Progetto Orchidea - esperimento pilota finanziato da Ministero Ambiente, condotto su scala ridotta e su temi selezionati, a cura del Centro Studi della Val Ceno, con la collaborazione di studiosi dell’Università di Parma, di tecnici della Harimann S.r.l. e del Laboratorio Ricerca IBM di Bari che ha creato un corpus organizzato di informazioni.

Si è giunti alla realizzazione di un prototipo di piattaforma informativa, destinata a diversi tipi di utenti per cercare di facilitare i rispettivi - e fra loro differenti - processi decisionali, correlati questi ultimi ai molteplici aspetti dell’ambiente in cui detti utenti operano.

In ogni caso, a mio parere, l’aspetto importante del Progetto Orchidea è dato dal fatto che lo stesso sottende un sistema territoriale consensualmente organizzato: in pratica, lo si può vedere come uno strumento atto ad incoraggiare gli utenti a “fare sistema”, ad apprezzare i vantaggi che possono derivare ai vari operatori dall’immagine di un territorio organizzato, in grado di offrire una gamma sufficientemente vasta e differenziata di offerte, tali da competere con altre alternative territoriali per il rapporto qualità/prezzo oltre che per la posizione geografica e la qualità del loro ambiente.

Quando tutti insieme - Amministrazioni, Associazioni e privati - abbiamo dato vita a questa avventura, siamo partiti dalla considerazione che, per ricreare uno sviluppo sostenibile in una zona depressa, è necessario non trascurare alcuna strada ed alcun strumento che possa essere utile per raggiungere il risultato finale.

A questo fine, le nuove tecnologie sono certamente un mezzo formidabile. Tuttavia, esse necessitano di chi voglia e possa utilizzarle, di gruppi di persone che sappiano coordinarsi e costituire punti di condivisione di conoscenze ed esperienze.

In altre parole, anche mezzi sofisticati e potenti non sono sufficienti ad invertire una tendenza, se non si riesce, prima di tutto, a rendere partecipe ogni livello amministrativo ed operativo direttamente interessato al territorio, a coinvolgere direttamente le componenti più preparate nei progetti che riguardano il loro territorio, a non desistere dall’esercitare pressioni sul mondo politico perché non trascuri il patrimonio offerto dalla montagna e – nell’assegnazione delle risorse – valuti non solo il numero degli abitanti (equivalenti a numero di voti), ma anche l’estensione del territorio amministrato, territorio che – a beneficio della pianura e dei suoi abitanti –  necessita di manutenzione e monitoraggio per motivi di sicurezza.

Un ruolo importante rivestono la Provincia e la Comunità Montana valli Taro e Ceno. Nello “Stato di attuazione dei programmi e progetti per l’anno 2006” presentato dal Presidente Bernazzoli si parla ancora di “Impegno verso la Montagna , attraverso l’innovazione tecnologica”. Speriamo che dalle parole si passi ai fatti.

Da anni con interpellanze e di interrogazioni tengo vivo il problema montagna in Provincia; speriamo che dalle parole, dagli intenti, si possa passare, entro poco tempo, a fatti concreti.

 

Giuseppe Conti

Consigliere Provinciale

 

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Finalmente NELLA TUA edicola il dvd

sul massiccio DEL MONTE PENNA UNA SCOPERTA TRA AVETO, TARO E NURE.

LO PUOI TROVARE IN EDICOLA CHIEDENDO

Collana ETNIE Argento "LE VIE DI SEMPRE" di Ivano Ponzini  COSTO EURO 12,90

Menta Distribuzioni per la provincia di Parma

AeG MARCO- MILANO distributore Nazionale


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la nuova edizione del libro di Maria Serena Balestracci sull’Arandora Star.
Il libro si può trovare presso le edicole di Bardi e Cartolerie di Bardi e Borgotaro
oppure telefonando a Beppe Conti 349 4497943

 

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Vianino, 18 luglio 2006

Martedì mattina verso le 8.30 è precipitato nei pressi
della località "Volta" un biposto e nel pomeriggio
verso le 15.00 è bruciato un campo che si trova appena si imboccano i tornanti di Vianino.

notizia inviata da Angelica Lefenni



i resti dell'aereo nel greto del ceno
foto del quotidiano l'informazione

per saperne di più>>>>>>

 



pompieri al lavoro per domare l'incendio
foto del quotidiano l'informazione

per saperne di più>>>>>>

 

 

 

 

 

    valcenoweb
premio speciale "Local contest" 
nel concorso Bardi Web Awards 2005



in occasione del concorso Bardi Web Awards alla sera si è svolto un coinvolgente concerto 

vai al servizio >>>>>>

 

 

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