L’EKOCLUB DI PARMA A VARSI
ALLA SCOPERTA DELLE ORME.
Giovedì
23 aprile noi ragazzi della scuola secondaria di Varsi abbiamo trascorso
una bellissima giornata ai “Tognoni”, zona boschiva vicino al paese, e
abbiamo osservato il territorio in modo molto particolare.
Grazie
ai mezzi e ai volontari dell’Assistenza Pubblica di Varsi (ringraziamo
Marco Campana, Gianbattista Rambaldi e Daniele Rossetti) e della
Protezione Civile siamo arrivati ai “Tognoni” dove gli esperti e guide
forestali dell’EKOCLUB (ringraziamo Rino Buratti e Alberto Zanini) ci
hanno spiegato le diverse caratteristiche degli animali che vivono nei
boschi: com’è fatto il palco di un capriolo, l’età di un esemplare,
le abitudini, il cranio di un cinghiale, i suoi denti aguzzi e ritorti.
Dopo qualche nostra domanda gli esperti ci hanno spiegato la sfregatura
degli animali, ovvero quando un esemplare si gratta una parte del corpo
contro il tronco di un albero. Quindi uno dei nostri obiettivi era
localizzare i tronchi pelati ed infangati dalle sfregature, capire
dall’altezza della corteccia mancante che tipo di animale lì si era
grattato e quanto tempo prima.
E’
stato divertente oltre che interessante cercare nel terreno, facilitati
dalle le piogge di questi ultimi mesi
invernali, le impronte dei caprioli e dei cinghiali con i piccoli al
seguito. Gli esperti ci hanno insegnato, tramite disegni sul terreno, come
riconoscere le varie impronte.
Ogni
tanto ci fermavamo, sia per riposare che per ammirare il meraviglioso
paesaggio: noi immersi nei boschi vedevamo tutta la vallata e Varsi
sembrava una cartolina!!
Abbiamo
anche imparato che alcuni alberi e fiori (per esempio il ginepro e le
orchidee selvatiche) sono protetti, cioè che non si possono raccogliere.
Ormai
stanchi di camminare in salita nei boschi, osservando tutto ciò che ci
circondava, abbiamo pranzato in un luogo soleggiato e panoramico, da lì
abbiamo visto le poiane volteggiare e persino un gabbiano sul fiume Ceno.
Tra un boccone e l’altro una nostra compagna di classe ha notato una
strana caverna: la caverna detta “del partigiano” formata da due
grosse rocce di quarzo unite
a formare un perfetto nascondiglio.
Dopo
la sosta l’escursione è continuata, sempre in salita per un lungo
tratto, ma il terreno era molto compatto e le tracce quasi inesistenti. Al
termine della faticata una fontana ci ha dato sollievo, il tragitto ormai
era concluso e mentre alcuni di noi, sfiniti dalla stanchezza, sono saliti
sui mezzi di ritorno a
scuola, gli altri più resistenti hanno seguito le guide per vedere i
caprioli, le lepri ed alcuni cuccioli di cane.
Classi
1°-2°-3°
Scuola
secondaria
1
grado di Varsi
I.C.Valceno