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FESTA DELLA PRIMA CANDELINA DELL’ISTITUTO VAL CENO

di Franco Berni

 Se sali la stradina ch’accompagna Rio Golotta,
un’antica tradizione  la vuole pure  galeotta,
sulla destra e dopo una gradevole arrampicata, 
c’è l’Oasi Berni  che  è  nel verde  adagiata.  

Ti accoglie un gran prato  quasi pianeggiante, 
tutto  intorno  è  circondato  da alte piante,
lì principia il bosco che sale, sale maestoso
tra snelle querce, muschi e un tappeto erboso.  

Dopo pochi passi ti ritrovi isolato dal mondo,
un grato senso di pace  ti infonde   profondo,  

la natura  è stata provvida,  molto  generosa
nell’offrire degl’ampi spazi ed  ombre a iosa.  

I resti di un muretto a secco sono ricordanza
che in un tempo ormai passato vi era l’usanza
di accatastare le pietre affioranti l’aratura
e proteggere i prodotti di una povera coltura.  

Or per feste agresti è diventato posto ideale,
non lontan dal centro,vicino alla provinciale
e per me  è  davvero una grande soddisfazione
porgerlo a chi ama  aria pura  e  meditazione.  

Oggi questo obiettivo  si è  davvero avverato!
L’Istituto Comprensivo, tutto il Volontariato,
gli Alpini in modo particolare e la Forestale ,
hanno dato l’avvio ad un incontro eccezionale.  

La festa della Prima Candelina della Val Ceno!
Tanti  bambini  hanno  aderito  in  un baleno,
oltre  trecento  scolari  di  tutte  le   età,
per fare tante esperienze e  prove di abilità.  

Il sole, all’inizio, fa capolino  timidamente,
poi si rinfranca, adesso troneggia splendente,
l’aria tersa  fa appena  ondeggiare le foglie
e l’incanto del bosco timidamente ci accoglie.  

L’Oasi,  sopita da un lungo letargo, sobbalza
nel vedere tutti quei bimbi pieni d’esultanza,
subito vestono il prato coi loro mille colori,
zainetto in spalla, voci garrule e tanti cori.  

Si guardano attorno curiosi, un poco spaesati,
parlano coi docenti che li hanno accompagnati,
corrono per il prato, sono pieni d’esuberanza,
oggi non c’è  scuola, è un giorno  di vacanza!  

Dai cellulari  volano telefonate e messaggini,
gli zaini straripano di bottigliette e panini,
c’è chi armeggia  con rossetto  e specchietto,
o s’abbandona a confidenze o gioca a calcetto.  

Qua e là alcune persone maneggian cose strane,
intanto corre, scodinzolando, un piccolo cane,
ai ragazzi faran vedere lavori ch’eran d’ieri
rivivendo i laboratori degli antichi mestieri.  

S’esibiscon carbonai, segantini e scalpellini,
i grandi si diverton molto di più dei piccini,
attrazioni ed escursioni  in grande  quantità,
tra  alte piante, nel verde, in piena libertà.  

La carbonaia incomincia a fumare come vulcano,
l’albero segato cede di schianto poco lontano,
si sentono dalla Golotta i colpi di scalpello,
forse è a rischio qualche tenero polpastrello...  

Una capannina viene fatta con frasche  e tela,
un ramo  una piccola bestia imbalsamata  cela,
fiori, foglie e frutta arricchiscon un piatto,
un gruppo dai Cantici e da cascate è attratto...  

Nella fragranza dell’aria pura all’improvviso,
avverto un profumo grato  e sempre più deciso,
inseguo la scia odorosa, mi ritrovo in cucina,
si cuoce pomodoro e basilico… con mano alpina!  

Suona la mezza  e  viene annunciato il rancio,
una frotta festosa corre ai tavoli di slancio,
un gustoso piatto di penne  di ottima qualità,
bibite, panini,  patatine  e  torte a volontà.  

Poi riprendono i giochi e le varie iniziative,
pentolacce, fucili, cavallini sono attrattive,
arrivano le premiazioni  e  volano  i diplomi,
nella radura rimbombano i battimani ed i nomi.  

Come per tutte le cose belle  la fine  arriva,
saluti, abbracci, arrivederci  e tanti evviva,
il tempo delle castagne  è ormai  alle  porte,
Bore le sta già cogliendo, ha piene le sporte!  

I bimbi son partiti, il bosco ritorna silente,
gli Alpini, famosi pel rispetto dell’ambiente,
coi Volontari  lo riportano al pristino stato,
pur io torno a casa felice d’aver partecipato...

 

Oggi martedì 25 settembre 2007

c’è stata la

“Festa della Prima Candelina

dell’Istituto Comprensivo Val Ceno”.

La Festa si è potuta fare grazie

 al Preside Marco Pioli, ad Antonio Ortalli,

agli Insegnanti,

agli Alpini, al Volontariato

e a tanti, tanti altri,

ma soprattutto grazie

agli oltre 300 bambini

fotografie di Franco Berni

 

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