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Il Centro Studi della Valle del Ceno
propone il seguente itinerario:

“Alla scoperta dei luoghi della memoriadell’Emigrazione in Valtaro/Valceno”.

 

Tarsogno (Comune di Tornolo - PR) 

IL MUSEO DELL’EMIGRANTE

 

A Tarsogno è sorta da alcuni anni una nuova struttura: “Il Museo dell’Emigrante”, voluta dall’Amministrazione Comunale, dall’Associazione “Famiglia Tarsognina”, dalla Scuola Media, dalla Parrocchia, dalla Regione e dalla Provincia.
L’allestimento e la progettazione è stata curata dall’Architetto Mario Ghiretti.
“Perché il trascorrere del tempo non cancelli i volti, le fatiche e i sacrifici della nostra gente”, questa è la dedica rivolta a chi si appresta alla lettura del libro Emigranti e Mersà…scritto dagli alunni della locale Scuola Media e, questo è lo spirito che ha spinto all’apertura di questo Museo.
L’ampia sala espone circa 300 fotografie di emigranti che fin dal primo 900 partirono, sebbene a malincuore, dal loro amato paese per cercare un po’ di fortuna in terre lontane.

www.prolocotarsogno.it

 

 

Bedonia (PR)
Seminario Vescovile  

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULL’EMIGRAZIONE LOCALE

L'Associazione Centro Studi Cardinale Agostino Casaroli ha dato vita, nel corso degli ultimi anni, al Centro di Documentazione sull'Emigrazione, la cui attività, promossa d'intesa con la Consulta Regionale per l'Emigrazione, è incentrata sulla raccolta e classificazione di un gran numero di documenti relativi all'emigrazione delle valli del Taro e del Ceno tra il XVI e la prima metà del XX secolo. Anche in questo caso, accanto all'archivio, è stata allestita, per ora in forma provvisoria, una mostra di alcuni documenti che illustrano come il lento esodo dalle nostre valli abbia origini antiche.
In collaborazione con l'Associazione Parmigiani Valtaro in Gran Bretagna, l'Associazione ha promosso la realizzazione di alcune ricerche sull'emigrazione nelle scuole e nelle università. Per valorizzare il territorio, il Centro Studi Casaroli ha avviato ricerche di tipo storico-archivistico sulla storia locale. Inoltre, ha formulato la proposta iniziale del progetto: Dal Museo all'Ecomuseo - Progetto di valorizzazione dell'ambiente naturale e culturale del crinale Ligure-Emiliano, fatto proprio dal Comune di Bedonia e di Tornolo e dalla Provincia di Parma, ed approvato dalla Regione, attualmente in corso di elaborazione.

 

 

 

Compiano (PR) 

IL MUSEO DEGLI ORSANTI

 

 

L’ associazione culturale "Barbara Alpi" ha deciso di dedicare all'argomento un vero e proprio museo che espone molti materiali e rarissimi oggetti relativi alla vita e alle vicissitudini degli "orsanti".
Il museo ospita in quella che era una navata della chiesa di San Rocco, fotografie, cimeli e dipinti dedicati ai compianesi che nel 1700 e nel 1800 lasciavano il paese, che non offriva possibilità di lavoro, e sui carri andavano ad Est a far ballare i loro orsi ammaestrati nelle fiere di paese, arrivavano sino alla corte dello Zar della Russia. Gli orsanti di Compiano, della Val Taro e della Val Ceno adesso hanno un museo accorpato a quello dei girovaghi perché i borghi rifornivano le piazze d’Europa anche di funamboli, saltimbanchi, prestigiatori, giocolieri, cantastorie, pagliacci, “scimmianti” e “cammellanti”.”

www.museodegliorsanti.it

 

 

Bardi (PR)

La cappella cimiteriale dedicata alle Vittime della nave Arandora Star

La maggior parte dei bardigiani non ha certo dimenticato la tragedia dell’ “Arandora Star”, nella quale, il 2 luglio del 1940, 48 concittadini innocenti trovarono la morte insieme ad altri 398 italiani. La tragedia fu il triste epilogo di una vicenda iniziata il 10 giugno dello stesso anno, quando Mussolini dichiarò guerra alla Gran Bretagna. Le autorità britanniche, per tutta risposta, scatenarono massicce retate di arresti contro gli immigrati italiani, alcuni dei quali stabilitisi  in Gran Bretagna già dalla fine dell’ ‘800, accusandoli di essere ‘stranieri nemici’ o ‘spie fasciste’. Sulla base di alcune liste compilate in segreto dalle autorità, gli italiani furono arrestati nel giro di poche ore, davanti ai familiari impauriti, proprio nelle botteghe in cui avevano costruito le loro piccole fortune e dove si erano guadagnati il rispetto degli stessi cittadini inglesi. Dopo neanche un mese il governo di Churchill decise di deportare molti di questi prigionieri italiani in Canada, imbarcandone 712 sul transatlantico “Arandora Star”, il quale, dopo un solo giorno di navigazione, fu intercettato e silurato da un sottomarino  tedesco. La nave affondò in pochi minuti, e con essa morirono 446 deportati italiani.

Per anni questo tragico episodio è stato dimenticato, taciuto e occultato, tanto che la maggior parte degli italiani non ne ha mai sentito parlare. Eppure a Bardi, da più di trent’anni, vi è una cappella che commemora le vittime del paese: 48 uomini arrestati nel Galles e mai  più restituiti all’affetto delle famiglie di Bardi e della comunità italiana in Galles. Il ricordo e l’amore per queste vittime è sempre vivo in paese, anche grazie al Comitato Pro Vittime Arandora Star, presieduto da Beppe Conti, che si prende cura della cappella votiva e che si impegna a diffondere un messaggio di pace e di fratellanza proprio in nome del sacrificio dei quarantotto bardigiani  dispersi nell’ Atlantico.

Note a cura di Giuseppe Conti (Direttore del Centro Studi Val Ceno e membro della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo)

   

 

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