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IL
CASTELLO DI VARANO DE MELEGARI
La
rocca di Varano Melegari ha origini purtroppo non documentate. In
posizione dominante sulla riva sinistra del Ceno il castello
poteva esercitare un duplice ed importante controllo su due punti
nevralgici circostanti, cioè il fiume e la strada che lo fiancheggia
prima di salire verso l’alta valle. Le notizie fornite dagli studiosi
sono contrastanti e non sempre convalidate da documenti. Maggi e
Artocchini asseriscono che Gherardo, di origini longobarde, “nel 1209
alienava Varano ed il castello ad Ugo della famiglia Marchionale Obertenga”.
Italo Dall’Aglio afferma che il castello “fu fatto costruire nel 1208
dal Comune di Parma per difendere il passaggio per
Le
vicende storiche vedono il susseguirsi di diversi padroni. Nel 1452 il
feudo fa ritorno ai Pallavicino, poi agli Sforza (1480) per essere venduto
subito dopo a Gian Francesco Pallavicino, signore di Solignano e
capostipite del ramo di Zibello. Da questi Varano passa al figlio, il
violento e corrotto Bernardo. Nel 1550 il Castello è nella mani di Gian
Francesco figlio di Bernardo, ucciso da una banda di malviventi il 1
novembre. Una anno dopo, Mamolino, castellano di Varano, si arrende al
marchese di Marignano durante le vicende della “Guerra di Parma”. Al
termine della guerra il castello torna ai Pallavicino e rimane alla nobile
famiglia sino al XIX secolo. Giovanni Pongini (1873) ci racconta che “il
castello di Varano venne bruciato insieme al paese dagli spagnoli nel
1636, e malgrado i danni gravissimi che ne ebbe mostra tutt’ora un
aspetto imponente.” Sempre su queste vicende il Dall’Aglio così
scrive, “nell’anno 1636, quando gli spagnoli di Filippo IV, alleati
dei modenesi, mossero contro il Parmense, desiderosi di punire la
tracotanza del Principe Odoardo Farnese che si era alleato con
Il
castello, a tutt’oggi, è in buono stato di conservazione; risalente
alla seconda metà del XV secolo, contiene elementi che diversificano
nettamente Varano dagli altri grandi castelli quattrocenteschi parmigiani.
Il complesso fortificato è a pianta quadrangolare e le quattro torri non
sono angolari, ma su di una sola facciata, quella di sud-ovest, se ne
trovano tre allineate poiché la maggiore, ossia il mastio, (coronato da
una cortina di merli sorretti da beccatelli, al di sotto dei quali si
aprono strette finestrelle), è sull’angolo nord ed al centro della
parte frontale che la collega all’angolo sud
si trova la quarta torre posta a dominare il portale d’accesso.
Tale diversificazione può essere attribuita a varie motivazioni, prima
fra tutte l’esigenza di adattare i corpi di fabbrica alle
caratteristiche del terreno. Il castello esprime le caratteristiche di
baluardo difensivo medievale. Il cortile interno non presenta
caratteristiche significative, mentre, con buona probabilità, lo scalone
ed il relativo salone d’onore furono costruiti intorno al 1715 dal
marchese Alessandro Pallavicino.
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