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Poesie di Claudio Moruzzi



fotografie di Flavio Nespi

 

 

 

AUTUNNO NELLA MIA VALLE  

 

Ho fatto un viaggio…. mi trovavo là….

nella nebbia lacrimosa della mia valle.

Prati immobili , quasi addormentati

dall’erba bruciata da fredde brinate ,

alberi dal lungo fusto magro e rinsecchito

lanciano i rami al cielo in cerca di sole.

C’è  silenzio nella campagna che riposa,

la terra arata dalle zolle vaporose, promette raccolte faticose.

La luce d’intorno è grigia , quasi mortale

e là in fondo il nostro fiume rigoglioso e lento….

Sui suoi argini consumati dalle acque e dal tempo

alberi come sentinelle a curare ricordi e storie di questa terra amata.

Sparsi e solitari i casolari antichi

dai muri scrostati e dalle persiane socchiuse.

Freschi i cortili di pergole secche

dal profumo intenso di mosti invecchiati.

Portali pesanti di ferro battuto picchiati da fabbri medioevali

aperti e richiusi da contadini e fittavoli stanchi.

Immagino questi uomini nelle ombre della nebbia

avvolti negli ampi tabarri sgualciti dal tempo.

Sento il loro odore di sigaro acre

che mi ricorda buie osterie litigiose,

sento il vociare dei discorsi semplici e di sempre oneste intenzioni.

Terre e uomini meravigliosi

uomini un po’ scorbutici , a volte silenziosi,

uomini della terra e delle stalle antiche,

infreddoliti dentro l’anima dalle fatiche quotidiane,

orfani di scuole abbandonate , forse un po’ monelli ,

ma di sicuro di un valore senza tempo.

 

 

 

TERRA  MIA  

Belli i miei posti del cuore ,

sono in cima a colline di verde .

Qui attorno è un ventaglio di colore

limpido , vivo , ma senza rumore .

Mi sorprendo a godere guardandoli .

E’ come vivere in un incantesimo di solidi sogni ,

filigrane di rubinie , diademi sui rovi di more ,

molto spesso io vi sogno ed ho bisogno di voi .

Mi incammino per stradette deserte ,

ma in ogni dove una vita nascosta

e io la sento che mi guarda e mi ascolta .

Infinito è l’orizzonte che vedo :

macchie tenui , rocce sparse , rivoli d’acqua chiassosi ,

piacevole quiete , rumori eterni , muschi odorosi .

In cima ad un albero un falco curioso mi stride ,

poi fiero si lancia e con un colpo di ali si alza .

Magica creatura di terra nel cielo .

Belli questi miei giorni vissuti

lontani dal mio denaro e dal mondo :

un brivido mi assale pensando per dove devo tornare .

Terre dei miei avi ,

terre scavate e fecondate dall’uomo ,

modellate dal vento e dalle piogge ,

conservate ed indurite dal sole , io vi amo .

Colline cariche di miei ricordi….

ricordi di bambino così lontani .

Ora che è uomo….

ma che non vi ha mai dimenticato .

 
 

UN GIORNO  D’ESTATE  DALLE MIE PARTI  

Mattino, che ad ogni giorno si leva presto,

fresco e profumato d’intorno,

sembra di porpora il sole che sale.

L’abituale e sovrano canto del gallo

racconta l’inizio di una nuova giornata.

Lontane campane a rintocchi alternati ,

in un’altalena di colpi battenti e piacevoli

suonano al cielo per regalare il buonumore.

Lenzuola umide di fresco bucato

che sembrano vele al vento,

dubbiose se rimanere al filo

o prendere il volo beato.

Odore di fieno meraviglioso e fiero

come i campi pelati dagli uomini di questa terra.

E la giornata continua…..

Lamenti di cani alla catena in attesa

di rincorrere lepri stanche di scappare.

Odore di pane e di forni a legna antichi,

rumore di mulini ad acque pulite

che spingono rabbiose pietre di macina.

Ombre di faggi lungo viottoli larghi

che danno brezze leggere ai viandanti in cammino.

Cicale e animali vibranti nella calura estiva,

si nascondono tra le pieghe

di aromatiche piante e di torbe scavate.

Filari ordinati di morbide vigne

offrono agli occhi grappoli acerbi di uve pregiate.

E finalmente , l’epilogo della giornata :

in un pacifico benessere la sera che giunge….

e il cielo di rosa , sereno si tinge.

 

 

 

UN  LUOGO  CHE  AMO  

Quando son qui m’ispiro ,

dirò di più : respiro ….

quell’aria che nella città

più non esiste .

Poi ogni tanto mi volgo

e mi rivolgo al cielo

a chiedere clemenza

di questa sorte tribolata e persa

che la mia vita versa .

E a mezzogiorno finalmente

il sole generoso “ spallida ”

riscaldando il cuore e la mia Varsi .

Ai suoi piedi svetta fiero il monte Dosso

dai fianchi morbidi e sinuosi ,

un mantice naturale per questa terra .

E con un legno di corniolo che trovo ,

durissimo lui e il mio cammino ,

verso le sue cime silenziose volo .

Il mio fiato geme tra incudine e martello ,

io che non son  più di ferro , batto il sentiero .

Son sempre stato un’incorreggibile sognatore

con la mania di prender a calci questa vita ,

ma davanti a così estrema bellezza ,

mi inchino con devota riverenza .

Scruto l’ignoto e l’infinito orizzonte

e mi accorgo che non sogno :

tutto questo è solo il mio mondo .

 

 

 

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