Madonna
della Fosa
che gurdi
la valle del Taro,
che guardi
la valle del Ceno,
e innanzi
a t'è il Dosso imminente
in verde
solitudine;
Madonna
della Fosa
che, in
grigio contorno di rupi
di sfatto sassame, di vepri,
eretta su
l'alto pilone
bianchi
sorridi e preghi,
vedi,
oltre il bosco, vedi,
in fondo,
tra i campi, tra i prati,
di presso
la frana minante,
co i tetti
e le mura svariare
Carpadasco
lontano?
Vien da
Contile un'onda
di stanche
campane lontane
che passa,
dilegua, si sfà;
e giù da
San Rocco singulta
roca una
campanella:
Campane di
Contile
che, a
festa il battesimo, un giorno
di luglio,
sonaron per me:
campane
che a morto, a San Rocco,
tintinnerrà
per me!...
Il sol fa
mulinello
con presti
fulgori e bagliori
su i vetri
di case lontane:
un qualche
fumacchio svapora
e vagola
la giù.
Ove, o
pensier, mi porti
con l'acre desire, col' sogno,
co'l van
ricordare dolente?
I lauri di
Roma stormenti
non mi
fanno scordare...
Lento il
pensier si snoda
da
l'algida stretta de li anni:
ma i monti
lontani se penso
de l'aspro
Appennino nativo
ancora
balena e sprizza.
Fà che il
mio cuore, in fiamma
d'amore,
sempre arda, piropo
fulgente,
d'innanzi al rupestre
tuo santo
sacello montano,
Madonna
della Fosa.