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Pietre
Di Luigi
Vernazza
immagini
di Flavio Nespi
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Celato
da rovi ed arbusti
un ruscello insolente
si avventa, d'un tratto,
fra pioppi annoiati,
si spande, ristagna.
Ansiose travi decrepite,
come braccia al cielo,
si specchiano mute
da vecchie case cadenti.
Pietre sbiadite
di muri, selciati, cortili..
tacite rughe.
Rincorrersi lento
di giorni incolori,
squallore di resti
corrosi da vento e da pioggia,
dal sole...
Il muschio invadente
attenua le grida,
le gioie, i dolori.
Pietre senza più voce
di antichi sepolcri,
di nicchie ormai vuote
dove soltanto una croce
è rimasta:
insieme ai ricordi
anche Cristo
han portato lontano. |
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All'alba
Di Luigi
Vernazza
immagini
di Flavio Nespi
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Già
avvampa il sole,
in
lontananza serpeggiano
fra
conche offuscate,
timidi
raggi
ad
arrossare nubi evanescenti,
smarrite
dal
vento della notte
e
la luna,
immusonita
di gelosia,
ancora
si attarda,
in
equilibrio su cime aguzze,
a
saziare nettare di luce,
sorbire
tiepide carezze
per
poi,
schiava
lasciva,
impudicamente
donarsi a tutti
nella
notte.
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Inverno
Di Luigi
Vernazza
immagini
di Flavio Nespi
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Scende
la neve,
Obblio
e languedine
Coprono
i boschi spogli
E
campi ormai sfiniti.
Il
silenzio lievita,
si
materializza,
le
cose si nascondono agli occhi,
sfumano
i particolari…
Nel
vuoto impenetrabile,
assurdo,
come
volo di rondini,
il
suono di mille campane si spande,
dilaga,
penetra
i luoghi in letargo:
è
Natale.
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