
Q
u i n t o S e n t i e
r o
(fuori dal bosco)
Lastroni
e blocchi di arenarie rugose, rotte e caotiche,
instabili
banchi di sfasciumi devastati e fessurati
dal
gelo notturno e dal sole.

Colate
di azzurre argille scagliose
in
calanchi arrotondati come onde marine.

Strati
inclinati di pallide marne finissime
alternati
a strati di rozzi conglomerati compatti
in
cui affiora, bianchissimo, calcare amorfo
o
brecce di calcite cristallina e luccicante.

Simulacri
delle antiche e inimmaginabili spiagge
di
caldi paleomari dispersi e appena percepibili
nel
lontano ricordo delle nostre origini.

Repulsive
ofioliti di un verde quasi nero,
rocce-serpente
viscide e lucenti rigurgitate
dal
ventre rovente della terra.

Canali
di grigie argille plastiche e mobili,
che
scorrono come ghiacciai
con
le lisce superfici di attrito
messe
a nudo sui fianchi.

File
di appuntite lame,
come
dorsi di draghi pietrificati nel sonno.

E
un sentiero le attraversa.