L’erba
non la disturbi
(21 giugno 2005)
riflessioni
di Roberto Bertolotti
immagini di Flavio Nespi
Di
nuovo in giro,
stavolta con la corta cannetta da pesca nello zaino.
Percorri sterrati, mulattiere, boschi, sentieri scavati nella roccia,

tozzi
groppi ofiolitici,
vedi case di pietra e coltivi abbandonati,
vecchie immaginette e fontanelle con la vasca di sasso sui bordi della
strada,

ruderi,
umide radure.
Un
sentiero invitante si stacca dalla mulattiera,
sale un arido calanco sassoso in pieno sole
e scende nel buio del folto sino al torrente.
Troppo infrascato per pescarci.
Più
avanti, sulla sterrata,
una precaria passerella di legno sul torrente
(non puoi esimerti dall’attraversarla, anche se traballa un pò).

E
ancora caseggiati silenziosi e vuoti un po’ inquietanti,
ruderi di un ex mulino protetti dal bosco invadente con il suo antico
ponticello,
in parte crollato,
che lo raggiungeva.

Ponte piccolo e stretto, adatto per farvi passare un mulo alla volta
con il suo carico di sementi da macinare,
e con le spallette di sassi squadrati
ancora solide e ben piantate sugli argini di un rio affluente,
con la sua piccola cascatella che leviga uno scivolo di roccia..
E una bellissima pozza di acqua trasparente e caraibica sul torrente,
ma... non peschi, distrutto dal caldo e dalla stanchezza.
Più che pescare viene voglia di farsi un bagno.

Al
mattino in macchina hai raggiunto la zona interessata:
stradina comunale asfaltata, poi più stretta e malamente asfaltata,
poi sterrato, poi lo sterrato si abbruttisce,
lasci la macchina e prosegui a piedi.
Dai un’occhiata alla carta topografica, sali su un colle,
scendi in una valletta e giungi ad un gruppetto di vecchie case in
pietra,

qualche
campetto coltivato, intorno il bosco.

Nessuna
macchina,
solo qualche vecchio attrezzo agricolo.
Sembra di essere piombati negli anni 30'-40'.

Sulla
porta di casa un vecchio senza età,

secco
e segaligno con un paio di mustacchioni grigi che gli coprono la bocca.
Porta, malgrado il caldo, pantaloni di velluto sformati con pezze alle
ginocchia,
camiciaccia di fustagno, cappelluccio di feltro con paraorecchie
abbassato.
Una sigaretta arrotolata a mano tra le dita. Un bel contrasto tra
quest’uomo e te,
vestito high tech dalla testa ai piedi.
Cacciatore sicuramente: alla catena una caterva di cani,
almeno 5 o 6, spinoni, bracchi e quant'altro.

Che
ovviamente appena ti vedono si mettono ad abbaiare furiosamente.
Lui caccia una vociaccia e zittiscono all'istante.
Buongiorno,
fai tu, cercavo un sentiero per scendere al torrente.
Lui ti indica una mulattiera poco più a monte:
se prendi quella strada (probabilmente per lui sentiero, mulattiera,
autostrada sono tutte "strade")
ci arrivi ma non qua sotto, più in alto nella valle.
Bene, fai tu, allora torno indietro e la prendo - avevi visto l'imbocco
poco prima di arrivare alla casa.
Non c'è bisogno, fa lui, se passi qua dietro casa e tagli per il
mio campo ci arrivi.
Ma, dici, non vorrei disturbare...
E lui, testuale:
L'ERBA NON
LA DISTURBI.

Formidabile,
eh ?
Scommetto che in casa aveva una vecchia doppietta
a cani esterni simile a quella di mio zio...