|
SULLA
VETTA DEL PELPI
Distesa
sul prato
con rada erba d’altura
sentivo il calore della terra
abbracciare il mio corpo.
Il vento, impertinente
mi donava le sue carezze
ora dolci, ora irruenti
sussurrandomi complice
misteriose parole
regalandomi profumi lontani.
Poi svelto se ne andava
a rincorrere nuvole bianche.
D’improvviso tornò
sospingendo batuffoli soffici
quasi un invito a farmene
impalpabile coltre.
Il mio cuore anelò
il fermarsi del tempo
ma il rosso bagliore
che già pensava al riposo
mi convinse al ritorno.
Non mi voltai mai
neppure una volta
per non mutare il ricordo
ma mentre scendevo
il ripido sentiero
piangevo, lacrime mentali.
|
 |
|
|
 |
 |
|
____________________ ____________________
|
 |
IL
RITORNO
(alla Pieve di
Gravago)
Sono
tornata qui, dove bimba
m’inebriavo del fascino della natura.
Sono tornata qui, dove bimba
seduta su un muretto a secco
guardavo rondini volare
intorno al campanile e il rosso bagliore
sembrava restio al saluto serale.
Mia madre m’era compagna allora
per amichevoli sentieri
correvo intorno a lei con la giocosità
della mia fanciullezza.
Andavo a cercare viole
nascoste sotto foglie verdi
ma non le coglievo per non vederle morire.
Salutavo mulattieri che adeguavano il passo
a quello lento dei muli carichi di legna.
Sono tornata qui e ancora volano rondini
intorno al campanile e il rosso bagliore
sembra ancor restio al saluto serale.
Nascono sempre viole sotto alle foglie verdi
ma ancora non le colgo per non vederle morire
e i mulattieri sono solo nei ricordi.
Non c’è più mia madre a farmi compagnia
ed io seduta sul muretto a secco
assaporo lentamente anche per lei
il ritorno nei luoghi amati.
|
 |
|
|
 |
 |
|
____________________ ____________________
|
|
PIZZO D’OCA

Seduta
sul soffice prato
dietro alla vecchia casa
che conobbe la mia fanciullezza
se chiudo gli occhi mi rivedo.
Di fronte il possente maniero
che antiche leggende mi narrava.
Ai suoi piedi la piccola chiesa
dove devota sovente pregavo.
E poi la valle ampia e
luminosa
e al centro tu o Pizzo d’oca.
Già ai miei occhi di bimba
eri misterioso e affascinante
nei miei percorsi di scuola e di svago
eri lì, presenza sicura e costante.
Guardavo la tua vetta rocciosa e scoscesa
sferzata dai venti e dai temporali
illuminata dai caldi raggi del sole
o ricamata da nivee trine.
Ti amavo, desideravo venire da te
ti sentivo anche un poco mio.
Poi la vita ci ha separati, a volte tornavo
ti salutavo da lontano e il desiderio cresceva.
Ma finalmente oggi sono qui
cammino sui tuoi verdi sentieri
mi riposo all’ombra dei tuoi alberi
raccolgo piccole pietre a ricordo
e finalmente giungo sulla tua anelata vetta.
E mentre assaporo la felicita
del desiderio realizzato
ti sento ancora un poco di più….mio
|
 |
 |
 |
 |
 |