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Dal libro "Le Carte Longobarde di Varsi"
col patrocinio del comune di Varsi

 
copertina del libro


Il paese di Varsi si trova sul versante destro della vallata del fiume Ceno, nell'alta collina parmense a 412 metri s/m, sulle pendici settentrionali del monte Dosso.
Varsi conserva una notevole importanza nella storia dell'alto Medioevo italiano poiché al paese e alla sua chiesa di S.Pietro si riferiscono ben 11 carte risalenti all'età longobarda e databili tra il 735 e il 774, l'anno in cui il regno longobardo venne conquistato dai Franchi guidati da Carlo Magno.
Provenendo dalle pianure della Pannonia, l'odierna Ungheria, i Longobardi entrano in Italia nella primavera del 569 e si diffondono molto rapidamente sia nell'Italia settentrionale che a sud degli Appennini, ove giungono a occupare la Tuscia, il territorio di Spoleto e quello di Benevento.
In Emilia Romagna le aree occupate per prima sono quelle di Piacenza e di Parma, a causa della loro importanza per i collegamenti diretti con la Tuscia; i Longobardi si dirigono poi verso Reggio e Modena, che tuttavia vengono riconquistate dai Bizantini, e arrivano a occupare anche Imola nel tentativo di convergere verso Ravenna, capitale dei territori Bizantini della penisola.
Non sono molto chiare le fasi dell'insediamento  dei Longobardi nella regione emiliana durante gli ultimi anni del secolo VI e i primi decenni del secolo successivo, ma si può notare che la contrapposizione con i Bizantini non porta alla formazione di aree geografiche occupate in forma stabile e omogenea, ma si caratterizza per lungo tempo attraverso situazioni estremamente fluide, che riflettono una notevole capacità di inserimento e di rapida incursione da parte dei nuovi conquistatori.
Una tappa importante viene raggiunta nell'anno 643, quando re Rotari giunge a fissare il confine dei territori longobardi lungo il corso del fiume Scoltenna (l'attuale Panaro), poi un'altra nel 727, quando re Liutprando supera la catena di presidi fortificati bizantini distribuiti tra l'Aappennino modenese e la pianura bolognese.
Dall'età longobarda e dai territori del regno longobardo ci sono giunte alcune centinaia di carte e di documenti pubblici, che in gran parte si riferiscono all'area toscana e in particolare a quella della città di Lucca, mentre numerose sono anche le carte provenienti dal territorio del ducato di Spoleto. Tuttavia, la maggioranza delle carte private non provengono dalle città del regno, ma dagli insediamenti sparsi nei territori rurali; e ciò non è senza importanza, poichè riflette il crescente peso sociale, demografico e produttivo che le campagne acquistano nei confronti dei centri urbani nell'ambito di un più largo e marcato processo di ruralizzazione delle strutture civili ed ecclesiastiche che caratterizza l'esperienza sociale e culturale dell'alto Medioevo.
E' perciò molto significativo rintracciare un nucleo di ben 11 carte, come quelle di Varsi, che si riferiscono ad un unico insediamento rurale e alla chiesa di S.Pietro e che sono numericamente superiori persino a quelle relative alla capitale del regno, Pavia, dove tra il 714 e il 769 vengono rogate 7 carte, ma tra esse soltanto la prima ha attinenza alla città, mentre tutte le altre si riferiscono a località assai diverse.
Dalle carte di Varsi emergono informazioni relative anche a nuclei abitati ora scomparsi, come il casale Cavallionano e il casale Lacore, oppure ancora esistenti, come Vianino e Golaso, e soprattutto emerge il ruolo svolto dai preti della chiesa di S.Pietro nell'accrescere il patrimonio fondiario della chiesa stessa tramite acquisti di terre e donazioni disposte da privati.
E' interessante osservare anche la persistenza di elementi del paesaggio, come il lago di Varsi, e la distribuzione degli insediamenti nella forma del casale, che appare tipica delle strutture agrarie di tradizione longobarda ed è caratterizzata dalla presenza di gruppi di poderi accentrati privi della pars dominica che diverrà poi tipica delle curtes di età carolingia.
Le carte di Varsi hanno grande importanza poichè, proprio grazie al loro numero e alla loro concentrazione, consentono di osservare molti aspetti della vita di una comunità rurale e di conoscere in maniera più approfondita quel lontano secolo VIII e quella civiltà longobarda dalla quale tutti noi deriviamo

 

Le 11 carte longobarde di Varsi



cliccando sulla foto avrai l'ingrandimento della carta
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I
Charta venditionis

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II
Charta donationis

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III
Charta donationis

vedi la traduzione

IV
Charta venditionis

vedi la traduzione

V
Charta venditionis

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VI
Charta venditionis

vedi la traduzione

VII
Charta
assolutionis

vedi la traduzione

VIII
Charta venditionis

vedi la traduzione

IX
Charta promissionis

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X
Charta
commutationis

vedi la traduzione

XI
Charta
donationis

vedi la traduzione

 

 

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