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L'endemica
insicurezza che caratterizzò, insieme a nuovi gravi perturbamenti,
il secolo XIII, fu all'origine del sorgere del castello e del borgo
di Carpadasco. E non è improbabile che, anche per provvedere ai
molti pellegrini che passavano per questo territorio diretti a Roma,
il priore della Chiesa di S. Cristoforo di Caribaldasco si decise a
cedere al comune di Piacenza tutto ciò che qui possedeva.
Con atto datato maggio 1219, il priore cede infatti detta
DILLIAPANIS al comune di Piacenza che si obbligò ad edificare,
sulla stessa, un castello.
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Riproduzione del
castello di Carpadasco
disegno di Flavio Nespi
spunto tratto da un disegno secentesco |
Alla stessa data, avvenne, sia la donazione al comune di Piacenza,
dietro compenso di 20 soldi, delle terre che possedevano in
CARIBALDASCO i fratelli Gerardo e Marabuto di Vinciliaria, sia
l'investitura fatta dal podestà di Piacenza a Giovanni Cella
console di Garibaldasco, di "sedimina et clausura". Il
console ricevette l'ivestitura a nome della Università e dei
singoli che sarebbero andati ad abitare il castello e il borgo di
Carpadasco. Il castello, sorto agli inizi del '200, insieme ai tanti
altri che il comune di Piacenza aveva costruito in Valceno per
arginare la nascente potenza di Umbertino Landi, ebbe breve vita. Il
20/12/1269 milizie piacentine di Valtaro e Valceno, proveniente da
Gravago, bruciarono il castello e molte case del Borgo.
Così recita la "Cronica Placentina": "Die Jovis XX
mensis Februarii milites et pedites extrinseci de Placentina qui
sunt ad Gravaghum et in illis partibus cum servintibus vallis Tarii
et Ceni, equitaverunt ad castrum CARPENASSI (hodie Carpadasco) quod
vim coeperunt et combuxerunt, boves et bestias multas habuerunt et
robas multas et homines illius loci ceperunt.
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Il
castello di Specchio e Carpadasco in un disegno secentesco
(Archivio Stato di Parma) Feudi e Comunità b.284 "I
confini di Varsi nel 1199
disegno tratto dal libro
Carpadasco nella storia della valceno
di Marisa Castelli Zanzucchi |
Da
Carpadasco partivano le strade per Varsi, Contile, Specchio,
Castelcorniglio, Serravalle, Vianino, Val Pessola, Val Mozzola,
Val Taro, per l'alta Val Ceno, Val Cenedola e alta Val Stirone.
Su queste strade (che arrivano fino a Roma e al mondo) si è
snodata, lungo i secoli, la nostra storia. |
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