Dilvo Lotti: un maestro dell'espressionismo europeo è il
titolo della mostra organizzata dal Comune di San Miniato al Tedesco
(Pisa), una piccola città ricca di storia, tenutasi dal 15 luglio al 15
dicembre 2006.
Sono state più di cento le opere esposte lungo tutti i poli del Sistema
Museale cittadino, dal Museo Diocesano d'arte sacra al Conservatorio di S.
Chiara.
La mostra ha raccolto oltre 70 anni di attività creativa
di un artista che ha dedicato la sua vita a misurarsi con le grandi
domande dell'umanità, cercando di tradurle in immagine. Le prime opere
risalgono al lontano 1933 e le ultime ai primi anni del nuovo millennio.
Amico e protetto di Soffici e di Papini, apprezzato e
stimato negli ambienti culturali fiorentini tra gli anni Trenta e gli anni
'50, amico di
La Pira
, Lotti si è confrontato in particolare coi temi della spiritualità
cristiana, reinterpretandoli in chiave decisamente contemporanea e
moderna, con grande impegno, ma anche con occhio ironico e allo stesso
tempo con dolorosa intensa partecipazione.
Dal 1953 al 1985 si dedica a vaste opere ad affresco e
graffito presso importanti chiese e d edifici italiani, ed è proprio in
questi fervidi anni di attività artistica che Lotti, chiamato dal nostro
Grande Concittadino Cardinale Antonio Samorè, affresca la casa della
Gioventù di Bardi. Tali dipinti si ispirano alla Lituania terra tanto
amata dal Cardinale e coprono oltre
60 metri quadrati
.
Sul primo pianerottolo di questa importante costruzione
inaugurata il 19 aprile 1965, troviamo una doppia rappresentazione in
colore e in chiaro scuro che ricorda l’entrata del popolo lituano nella
Chiesa cattolica; Il Battesimo e l’incoronazione di Re Mindaugas, nel
1251, sotto il pontificato di Papa Innocenzo IV.
In cima alla scala; una festosa scena di gioventù lituane
e una giovane che sorregge l’asta della bandiera. Due affreschi minori
ci introducono nella “Sala Lituania” e nella Cappellina.
La Sala Lituania
è dominata dalla
possente figurazione della parete frontale: una espressiva ed
impressionante mappa rende
la Lituania
all’epoca del suo massimo splendore sotto il regno di Vytautas il Grande
(1350 – 1430); oltre un centinaio di particolari ispirati a disegni o
descrizioni dell’epoca: città, castelli, battaglie, scene di vita
quotidiana, ritratti di personaggi storici. Da un lato poi Vytautas
veramente grande circondato dai suoi consiglieri, mentre tre figure
femminili evocano le caratteristiche patrie: fede, arti, giustizia,
dall’altro lato lo stesso
sovrano è colto nel momento di istruire la gioventù nella religione.
Questo episodio introduce alla preziosa Cappellina: minuscola, perché in
realtà racchiude solo l’altare. Qui sono conservati due affreschi
riproducenti un’apparizione della Madonna a Siluva nel 1608 ed il Sinodo
di Naugardukas del 1415, uno dei tentativi di Vytautas per la causa
dell’unione delle chiese.
Ho voluto, molto brevemente, ricordare ai navigatori di
valcenoweb un altro “prezioso tesoro” conservato in Bardi, opera di un
autore che, con il passare degli anni, verrà sempre più ricordato e
celebrato dai critici e dagli studiosi di storia dell’arte
contemporanea.