Passeggiata
alla grotta di Rondinara
Nel
(1524) il ricorrente flagello della peste, ancora una volta colpì
la Penisola Italiana
, nella provincia milanese ci furono centomila morti e nella sola città
di Piacenza ottomila vittime, anche Bardi fu colpita con le sue tante
frazioni o parrocchie, come si diceva una volta e
Margherita Antoniazzi>>
ritornò a casa, venendo colpita dal morbo insieme alla madre Bartolomea,
la quale non riuscì a superare la malattia e morì assistita dalla
ventiduenne Margherita.
La giovane anch’essa infetta, per preservare gli altri familiari, si
ritirò volontariamente in una grotta detta ‘Rondinara’, posta sopra
un precipizio sovrastante l’alta sponda sinistra del fiume Ceno, che dà
il nome a tutta la vallata.
Trascorse il decorso della malattia, pregando in solitudine, recitando il
Rosario e confortata sempre da fenomeni mistici; ebbe la visione della
Vergine e di s. Rocco, al quale attribuì la sua guarigione; ne uscì
comunque claudicante per un bubbone manifestatosi all’inguine poi
guarito.
Cominciò a lasciare la grotta, recandosi a pregare nella chiesa
parrocchiale di
Costageminiana>>, dove invocando la cessazione della
peste,dove invocando la cessazione della peste, vide lacrimare
l’immagine della Madonna fra la meraviglia di altri fedeli presenti;
altri prodigi e guarigioni le vennero attribuite e con il denaro ricevuto
per gratitudine, fece scolpire una statua di S. Rocco che ancora oggi è
nella chiesa di Costageminiana.
Noi
di valcenoweb siamo andati a visitare la grotta e vi proponiamo il
servizio fotografico di Flavio Nespi.