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  La Duchesssa Maria
Luigia in visita a Bardi
di
Beppe Conti
fotografie di Flavio Nespi

Marie_Luise.jpg (127411 byte)
Ritratto di Maria Luigia

La notizia della visita della Duchessa Maria Luigia a Bardi fu messa in evidenza dalla Gazzetta di Parma  il giorno 8 Giugno 1836: “partita da Piacenza il 29 maggio ed accompagnata dal Suo maggiordomo maggiore Conte Carlo di Bombelles, dalla dama di servizio  Contessa Marietta Toccoli, dal ciamberlano in permanenza di servizio Conte Luchino  dal Verme………essa volle, nonostante la pessima stagione, mantenere la promessa di visitare i suoi sudditi dell’Alto Appennino, ed informarsi personalmente dei loro bisogni, rendendoli partecipi della propria beneficenza………………..Giunta in serata ai confini del bardigiano  e ossequiata dal Commissario del Distretto, dal podestà Capitano Gaspare Guglielmani, dal Pretore, dal Parroco e da vari notabili, fu poi inchinata all’ingresso del paese dai sindaci, dagli anziani, dagli ufficiali civili e dal clero fra l’allegria della popolazione, gli spari di cannoni del forte, il suono delle campane e della musica militare.”  A Bardi, prosegue la Gazzetta , “S.M. si trattenne sino alla mattina del 1° giugno;. e per tre notti fuvvi continua illuminazione”.

Il mattino del 30 maggio, nonostante sulla Valceno imperversasse da alcuni giorni un forte nubifragio,  accompagnata dalla Sua dama di compagnia e da altri dignitari del seguito si recò nella chiesa di santa Maria ove venne celebrata una messa solenne. La chiesa era affollatissima, finite le funzioni, mentre la duchessa attraversava il paese pavesato a festa, fu lungamente applaudita da tutta la popolazione convenuta da ogni parte del comune e dai comuni limitrofi. Nel pomeriggio dello stesso giorno visitò in ogni parte e con molto interesse il forte che definì bellissimo e pittoresco. Dopo aver preso visione delle difese  e delle armi fece gli elogi al maggiore Amato Scotti comandante del presidio.

Al mattino del 31 maggio, dopo le preghiere alla chiesa di santa Maria volle fare visita al maggiore Gaspare Guglielmani che, oltre ad essere il podestà di Bardi, prestò lungo servizio quale capitano della guardia imperiale di suo marito Napoleone I°.

Nel pomeriggio dello steso giorno, in seguito ad una schiarita, espresse il desiderio di partire per Borgotaro. Le Autorità del luogo furono subito convocate in Castello. Con esse la sovrana si portò nel giardino pensile del castello e da questi si mise ad osservare i Torrenti Ceno e Noveglia ancora tumultuosi per la grande quantità di pioggia da poco tempo cessata. Tutti i presenti La convinsero di rimandare la partenza per la mattina seguente perché l’attraversamento del Ceno era ancora pericoloso.

Maria Luigia dall’alto del forte continuava a guardare il torrente in piena e rivolgendosi ai presenti disse loro sorridendo: “Sono contenta di trovarmi tra di voi, ringrazio vivamente tutta la popolazione di Bardi per le dimostrazioni di affetto e di simpatia che mi ha tributato in questi giorni, ringrazio di cuore per le premure che mi avete usato durante questa mia permanenza. A voi Anziani in modo particolare rivolgo il mio dire, se io in qualche modo posso esservi utile, per quanto vi necessita, ditemelo pure subito francamente, che farò del mio meglio per soddisfare i vostri desideri.”   La Duchessa tolse lo sguardo dagli Anziani, i suoi occhi si volsero nuovamente verso  il Ceno tumultuoso ove si intravedeva un tratto della strada mulattiera che da Bardi porta verso Borgotaro.

Gli Anziani si guardarono fra di loro quasi a confermare una risposta già in precedenza convenuta, tutti risposero concordemente “UN TEATRO MAESTA’”.La  sovrana cessò di sorridere, non rispose nulla, chinò il capo ed espresse il desiderio di ritirarsi. Gli Anziani la ossequiarono e lasciarono il Castello. Poco dopo in paese si sparse la notizia della richiesta avanzata dagli Anziani alla Duchessa e i più avveduti inveirono contro i loro rappresentanti perché questi ultimi non ebbero il buon senso, come era logico e naturale, di chiedere la costruzione del ponte sul Ceno.

Il mattino del primo giugno, dopo avere assistito con il suo seguito alla messa nella chiesa di San Francesco, la Duchessa partì a cavallo alla volta di Borgotaro applaudita dalla popolazione festante accompagnata dalle autorità d ai notabili di Bardi. Attraversò il Ceno a Monti e per la mulattiera della Val Noveglia raggiunse Osacca ove volle scendere da cavallo e fare una breve sosta. Resasi personalmente conto delle misere condizioni degli abitanti del luogo consegnò all’Anziano di Gravago Giovanni Scaglioni una cospicua somma in denaro da distribuire tra i più poveri. Al passo del Santadonna gli Anziani ed i notabili di Bardi, dopo aver ossequiato la sovrana fecero ritorno in paese ove subirono nuovi rimbrotti. In varie occasioni questi Anziani, rappresentanti la comunità di Bardi, furono da molti biasimati. Dopo alcuni mesi giunse l’aiuto concreto della duchessa per la costruzione del Teatro.

 

Queste ed altre interessanti notizie sono tratte dagli articoli che l’amico e compianto appassionato di storia locale, Giacomo Quintavalla, scrisse sul giornalino Valceno dall’Agosto all’Ottobre del 1969.  

 
 

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