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VENEZIA DI GRAVAGO (BARDI)… 

50 ANNI FA
(attraverso il “racconto” dei bambini della locale scuola elementare)

ricerca fatta da Pino Bertorelli

 

Come si viveva a Venezia… a meta’ del secolo scorso?

Ho provato a “ricostruire” la vita quotidiana con un taglio particolare, curiosando tra i temi degli scolari di allora, che, con collaborazione di amici, sono riuscito a “raccogliere”. Ho ritenuto opportuno “ricopiare” alcuni temi (scritti con il pennino e non certo con la biro!), rimanendo “fedele” agli originali, e allegare qualche foto dei testi, anche per dare forza probativa al racconto.

Ecco… le scoperte!

Dalle parole semplici dei bimbi, che spesso strappano un sorriso (il lessico usato e’, ovviamente, molto limitato, i contenuti per lo più scarni ed essenziali), si evince che c’era povertà, ma anche grande gioia nel gustare le piccole cose e nel condividere ogni felicità e sofferenza con i vicini di casa. Complessivamente erano poco più di una ventina di persone, suddivise in quattro famiglie.

Venezia, 1000 m s/m, piccolo “paesello” con poche case (vedi foto in altra pagina del sito), per alcuni anni, a cavallo degli anni ’50 e ’60, ha ospitato la scuola elementare, naturalmente pluriclasse, con 8 alunni. In precedenza i bambini andavano a scuola a piedi, a Brè, a 3 Km di distanza. L’edificio adibito a “scuola” era una vecchia cascina “ristrutturata” e “adattata”. La maestra, che veniva da Parma, ogni lunedi’ arrivava in pullman a Mariano di Valmozzola, poi, dopo una lunga camminata, attraverso il Barigazzo, Pianelleto e Pareto, giungeva a Venezia. Veniva ospitata a casa dei Battagliola per tutta la settimana e il sabato (solito tragitto!) tornava a casa sua.

A Venezia non c’era ancora l’energia elettrica e neppure la strada carrozzabile. La strada mulattiera che arrivava alla “Villa Venezia” (cosi’ si diceva) era percorribile (ma solo quando era asciutta, per le numerose salite, come la “Durella” verso Michelotti) solo in jeep.

Nelle case, solo da poco, c’era l’acqua potabile, ma non i servizi igienici (di lì a meno di un decennio, però, sarebbe giunta la… civiltà, con le essenziali comodità!).

Come passavano il tempo libero i bambini? Naturalmente… senza TV. La messa domenicale nella chiesa parrocchiale, a Monastero, a quasi 4 km (a piedi!) era immancabile ed era anche un’occasione di svago, di incontro con parenti e amici di altri abitati di Gravago (in tutto, nella frazione, vivevano 400-450 persone allora, meno di 200… oggi). Frequenti erano le passeggiate nei boschi, spesso per condurvi pecore e mucche a pascolare. I “giocattoli” erano… soltanto quelli costruiti dai genitori.

Dove si faceva la… spesa? Il negozio di alimentari era a Bre’ (si facevano  la compere, spesso, tornando a casa dopo la Messa ), ma soprattutto era frequentato il mercato di Bardi del giovedi’. Si raggiungeva la sede comunale, a piedi, attraverso il sentiero che passava sotto al Pizzo d’Oca… e si tornava “carichi”, stanchi, ma… sorridenti! Verso sera i bambini aspettavano, con ansia, dai genitori, come regalo, qualche frutto.

Un momento importante della vita del paese, dopo una giornata di duro lavoro nei campi, era la “veglia”: a turno ci si trovava, dopo cena, a casa di uno o dell’altro, e si chiacchierava; le donne rammendavano o facevano lavoretti con la lana delle pecore e gli uomini giocavano a carte (con i chicci di granoturco contavano i punti: un chicco = cinque lire…).

 

 
 

ALCUNI TEMI
di scolari della Scuola Elementare di Venezia di Gravago

(1959-1961)
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N. 1  

Venezia, 15 ottobre 1959  

TEMA  

La nostra scuola  

SAGGIO  

Dopo tanti anni di sacrifici siamo riusciti ad avere la scuola molto vicina.

Adesso siamo molto contenti. Prima era una stanza brutta e buia, ma ora l’hanno aggiustata, l’hanno imbiancata molto bene e hanno messo le mattonelle in terra; hanno fatto la porta per metà di vetro così c’è più chiaro. Adesso scriviamo su di un tavolo, perché mancano ancora i banchi. Abbiamo già disegnato i punti cardinali e a me questa stanza piace molto. Adesso sono felice, perché, appena fuori di scuola, sono a casa.

 

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N. 2  

Venezia, 18 dicembre 1959  

TEMA  

Il mio paese  

SAGGIO  

Il mio paese è posto sui monti ed è molto piccolo. E’ molto scomodo, perché non ha nè la strada né la luce, ma a me piace, perché ci sono nato. Adesso abbiamo la comodità della scuola e dell’acqua, prima bisognava andare a scuola a Brè e a prendere l’acqua in fondo ai prati. Ci vivono 4 famiglie, 23 persone in tutto; molte sono andate in Inghilterra.

D’inverno il mio paese è brutto, perché è tutto coperto di neve, le piante sono spoglie e i passeri tremanti dal freddo volano di siepe in siepe. Invece in primavera i prati sono verdeggianti e le  piante tutte in fiore. Chi sale al Pian Ciliegia vede Varsi, Bardi, Parma e anche i monti del Trentino e quelli per andare in Svizzera. A me il mio paese piace molto.


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N. 3  

Venezia, 8 febbraio 1960  

TEMA  

Come passo le domeniche  

SAGGIO  

Alla mattina mi lavo per bene, mi vesto e mi pettino e poi vado alla dottrina a Monastero, mi confesso e durante la Messa faccio la S. Comunione. Finita la Messa , vengo a casa insieme ai miei amici e durante il viaggio (n.d.r.: durava un’ora e mezzo!) giochiamo. Arrivato a casa, mangio, faccio i compiti e studio la lezione. Dopo gioco con i compagni… Verso sera con gli amici vado nei boschi a prendere le pecore e le porto nella stalla. Dopo cena vado a veglia, gioco a carte e poi vado a letto. Dico le preghiere e mi addormento sereno.

 

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N. 4  

Venezia, 12 aprile 1960  

TEMA  

I miei compagni della scuola di Bre’ dello scorso anno  

SAGGIO  

L’anno scorso frequentavo la scuola di Brè; per andare a scuola percorrevo circa 3 Km di strada a piedi. Eravamo in 16 bambini e ci volevamo molto bene.

Alla mattina partivamo da Venezia molto presto e quando arrivavamo a Brè i nostri compagni erano già là, ma non avevano ancora preparato niente. D’inverno li aiutavamo ad accendere la stufa e dopo, quando tutto era pronto, arrivava la signorina e cominciavamo la scuola. Tutte le mattine la signorina andava alla S. Messa a Monastero e noi, intanto che l’aspettavamo, giocavamo nel prato del parroco, di fronte alla scuola. A mezzogiorno uscivamo da scuola e tornavamo a casa. Una volta ci siamo fermati a giocare durante il viaggio e siamo arrivati a Venezia che era buio e c’erano le stelle. I nostri genitori erano molto preoccupati e ci hanno sgridati tanto…

 

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N. 5  

Venezia, 18 maggio 1960  

TEMA  

Una passeggiata nel bosco  

SAGGIO

 

Nel bosco ci vado molto volentieri, specialmente in primavera e in estate, per raccogliere fragole e fiori e per cercare i nidi. D’estate, quando noi bambini conduciamo le mucche al pascolo, siamo felici e giochiamo. In primavera è una gioa fare una passeggiata nei boschi, perché si possono anche vedere gli uccelli che fanno il nido. E’ bello respirare l’aria fresca delle nostre montagne...

 

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N. 6  

Venezia, 5 giugno 1960  

TEMA  

Una passeggiata nel bosco  

SAGGIO

 

Il bosco è  bello in questi giorni, perché è tutto ombreggiato. Ci sono piante alte e grosse e lassù, fra le cime dei rami, covano i corvi e le gazze. Io nel bosco ci vado volentieri e ascolto volentieri il cinguettio degli uccelli. Mi dice mia nonna che gli uccelli mangiano un chicco di frumento, ma ne aiutano cento, distruggendo insetti nocivi. Noi bambini alle volte prendiamo  gli uccelli e li mettiamo in gabbia. Poverini!

Nel bosco si vedono le api che volano sulle gaggie in fiore, cercando polline e nettare; si possono vedere anche le formiche molto affaccendate nel loro duro lavoro.

Sotto le piante nascono i funghi mangerecci e quelli velenosi. Le chiocciole mangiano molto volentieri i funghi e così anche le pecore che, quando trovano i funghi, si affannano e si spingono per mangiarli.

Nel bosco abitano molti ragni, che costruiscono lunghe ragnatele per acchiappare mosche e insetti. Quando soffia il vento i ragni vanno bassi, quasi a terra, e quando arriva qualcuno stanno sempre pronti per fuggire,

Crescono anche molte fragole fragranti e saporite. Noi bambini le raccogliamo molto volentieri per mangiarle con lo zucchero e il pane fatto nel forno.

Gli scoiattoli intanto mangiano le nocciole e scappano veloci.

Il bosco è bello soprattutto d’estate, ci porto spesso le pecore e le mucche, perché trovano tanta erba e foglie da brucare, e mi diverto tanto con i miei amici.

 

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N. 7  

Venezia, 18 ottobre 1960  

TEMA  

Cosa farò quando sarò grande  

SAGGIO

 

Quando sarò grande, se potrò, andro’ all’estero. Mi piacerebbe fare il cameriere o il cuoco e andare in Inghilterra, dove ci sono i miei parenti, che mi vogliono tanto bene.

Andrei all’estero solo per guadagnare soldi e farmi una casetta in città, dove ci sono tutte le comodità, molto più di qua.

Se avro’ la fortuna di guadagnare, la mia passione sarebbe di comperarmi una macchina per fare delle belle gite.

 

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N. 8  

Venezia, 10 marzo 1961  

TEMA  

Cronaca del giorno di vacanza  

SAGGIO

 

Ieri, giovedì, non siamo andati a scuola, perché la maestra era andata a Bardi.

Io alla mattina ho curato le mucche, ho condotto le pecore al pascolo a Pian Ciliegia e poi sono andato a vedere arare la terra.

Poi ho vangato un po’ l’orto con mia nonna e ho fatto i compiti e giocato con i miei amici.

Nel pomeriggio sono andato di nuovo a vedere il trattore arare la mia terra.

Alla sera ho giocato a nascondino con i miei comnpagni. E’ arrivato poi Artemio con la jepp e c’era anche il babbo di Bruno. Io sono andato a casa e ho letto il giornale Tuttosport che mi aveva portato la Clotilde

 

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N. 9  

Venezia, giugno 1961  

ESAME DI COMPIMENTO DEL SECONDO CICLO

TEMA  

Le strade e i viottoli del mio paese.
Ciò che vedono e ciò che sentono dall’alba al tramonto  

SAGGIO

 

Le strade nei nostri paesi sono mulattiere e quindi ci passa poca gente. Alla mattina vedono i contadini che vanno in campagna portando sulle spalle gli oggetti del proprio mestiere. Poi vedono bambini o pastori un po’ vecchi che conducono le mucche e le pecore al pascolo.

Guardano felici la siepe verdeggiante e fiorita che li circonda.

Alla domenica ascoltano suonare le campane che invitano le persone ad andare alla Messa.

Osservano i mulattieri che urlano e picchiano il frustino per fare andare i muli.

A mezzogiorno sentono i contadini che vanno a mangiare e allegramente fischiano, pensando al cibo che troveranno e al riposo.

Odono, liete, i bei cinguettii degli uccelli, che volano di ramo in ramo, e i canti dei grilli che saltellano nella campagna verdeggiante e fiorita.

A sera ascoltano ancora il suono lieto delle campane che annunciano l’Ave Maria. Guardano il cielo sempre limpido e stellato.

Nei viottoli passa poca gente, cioè coloro che vogliono raggiungere prima la meta. Vedono l’orizzonte al calar del sole che tinge il cielo di bei colori e scendere dai monti le ombre mentre giunge l’abbaiare di qualche cane dai casolari sparsi nella campagna.

Quando si fa scuro le strade diventano un po’ tristi ascoltando il silenzio della notte e attendono il mattino contemplando le stelle luccicanti.

 

 

 
 

i temi originali
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