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Balestracci
Maria Serena – Arandora Star.
Dall’oblio alla memoria. Froma oblivion to memory. – M.U.P. - 2008
2
luglio 1940, ore 6.58: il transatlantico inglese
“Arandora Star”
è silurato e affondato da un sottomarino tedesco
nell’Atlantico.
In
una piccola cappella di un cimitero dell’Appennino
Parmense
si commemorano le vittime di questa sciagura, in cui
trovarono la morte anche 446 italiani civili,
emigrati e residenti in Gran Bretagna da decenni,
mentre venivano trasportati come prigionieri in Canada.
Come
è potuto accadere, e perché questa vicenda è così poco
conosciuta in Italia?
Il
libro - con testo a fronte in inglese - cerca di
rispondere a queste domande,
narrando la storia da due punti di vista diversi ma
collegati: quello della Storia,
relativo ai fatti del 1940 e arricchito dalle
testimonianze delle persone coinvolte,
i sopravvissuti e i loro familiari, e da fotografie
inedite del momento del salvataggio;
e quello più personale dell’autrice, una sorta di
diario in cui si raccontano gli incontri,
i viaggi, le coincidenze e tutti quei piccoli grandi
eventi che hanno permesso di ‘riscoprire’
la tragedia dell’’Arandora Star”.
Maria
Serena Balestracci è nata e risiede a Firenze. Da sempre
appassionata di lingue e culture straniere,
nel 2002 si è laureata presso
la Scuola Superiore
di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì,
Università di Bologna, con una tesi in inglese
sulla tragedia dell’“Arandora Star”,
dalla quale è scaturito il libro Arandora Star,
una tragedia dimenticata (Corriere Apuano,
Pontremoli-MS, 2002; Editrice Millenium, Noceto-PR,
2006).
Dal 2003 al
2005 ha
collaborato con la
“Fondazione Paolo Cresci per
la Storia
dell’Emigrazione Italiana” di Lucca,
per la quale ha raccolto numerose videointerviste sfociate
poi nel documentario Arandora Star.
La tragedia dimenticata, co-prodotto nel 2004 dal canale
Noi TV di Lucca e dalla stessa Fondazione.
Interessata alla storia dell’emigrazione, ha completato
il suo bagaglio d’esperienza effettuando
in questi ultimi anni molti viaggi di ricerca in Gran
Bretagna,
a contatto con la comunità italiana.
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Pensieri
viandanti
"OGNI
CAMMINO DONA
IL TEMPO DELLA CONSAPEVOLEZZA;
L' ANIMA, SPECCHIANDOSI NEL PAESAGGIO,
SI APRE AL FUTURO."
Gianluca Bonazzi
Camminando e viaggiando, ho
creato una mappa dei miei luoghi
d’ affezione.
Essi sono:
Via Francigena, Traiana e del
Volto Santo; Lago Maggiore e
d’ Orta; Garfagnana, Lunigiana
e Lucchesia; Valli Taro e
Ceno e delle 4Province (Pc,
Ge, Pv, Al); Tutto il corso del
Fiume Po; Srebrenica, e la
Bosnia tutta, percorsa in occasione
dei Viaggi della Memoria
2007, con la Fondazione A.
Langer di Bolzano.
Tali territori mi hanno suggerito
le frasi.
Il taccuino è atto d’amore
verso di essi.
clicca
sull'immagine per visualizzare
la copertina

Per acquistare il libro contatta l'autore al numero
340.6146103.
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Un libro di immagini storiche che,
con
oltre 200 fotografie,
offre l'occasione di guardare
alla
valceno con gli occhi di un tempo,
cogliendo questi
aspetti
che costantemente ritornano
ad accomunare la vita
dell'intera vallata,
segnandone la storia, i costumi,
le
abitudini e gli avvenimenti.
Per saperne di più visita il sito della
Cooperativa
Fantasia
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La
nuova edizione del libro di Maria Serena Balestracci
sull’Arandora Star.
Il libro si può trovare presso le edicole di Bardi e
Cartolerie di Bardi e Borgotaro
oppure telefonando a Beppe Conti 349 4497943
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Archivi Storici Bobiensi - Centro Studi della Valle del
Ceno
Per Antiche Strade di Santi e
Pellegrini dal Trebbia al Taro
Prezioso per l'eleganza della veste
grafica e per la ricchezza iconografica, è un libro che
indaga, da un lato sui moduli testuali dei singoli autori,
gli aspetti salienti della Storia medievale, dall'altro
affronta il tema del viaggio che permette di percorrere le
valli del Trebbia, del Ceno, del Taro, leggendovi in
silenzio i segni e la memoria di una spiritualità e di un
'economia del tempo che sorte nel Medioevo, molto svelano
all'uomo contemporaneo, ancora pellegrino alla ricerca di
una risposta. Dal 1994 costituisce un primo vademecum per
chi studia la Via Romea.
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D.Margaritelli - A.Ortalli - S. Chiappini
Un secolo in frammenti
L'amarcord della valle del Ceno in
una minuscola raccolta di articoli e scritti, promossa
da alcuni appassionati. La pubblicazione raccoglie
testimonianze ed esperienze di gente comune,
ex-amministratori,scrittori, poeti ed ecclesiastici
illustri, vissuti nella nostra valle nel Novecento.
L'intento e' quello di consolidare la storia e la
cultura locale attraverso le testimonianze della gente e
di conservare la memoria storica delle usanze montanare.
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Giuliano Cervi
Guida all
Appennino parmense.
I
borghi e le vallate dell'Appennino
parmense sono un universo culturale per lo più da
scoprire.Qui il visitatore può fingersi pellegrino e
ripercorrere la Via Francigena visitando le pievi
romaniche, calarsi in panni medievali ammirando gli
splendidi castelli, ma può anche semplicemente godere
del bellissimo paesaggio che nelle alte valli è assai
suggestivo. La Guida dell'Appennino, ordinata
alfabeticamente, offre per ogni località degna di una
nota un analisi storica, una descrizione del borgo,
dell'ambiente e l'itinerario stradale.
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Marisa Zanzucchi Castelli
Carpadasco
nella storia della Valceno.
Un piccolo paese
suggestivo della valle del Ceno, Carpadasco, raccontato
in modo facile e chiaro, non solo attingendo alla
storia, ma all'economia, alla società, alle vie di
comunicazione. In poche pagine l autrice, afferma il
professor Fumagalli nella prefazione,"testimonia
ancora una volta il suo amore per la valle del Ceno e la
padronanza assoluta della sua storia".
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Angelo Ghiretti
Archeologia
e incastellamento altomedievale
nell Appennino parmense.
Nel corso di un
decennio di ricognizioni archeologiche nell'Appennino
Angelo Ghiretti ha maturato una attenta ricerca sul
territorio, con particolare riferimento alle scoperte
dei siti di Monte Pietra Nera e di Roccamurata,
all'identificazione del castello di Solignano, a cui si
affiancano notizie e revisione critica su Città d
Umbria e i "castellieri liguri". Fonti
scritte e reperti archeologici sono alla base di un
testo interessante, frutto di passione e continuità di
studio.
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Scuola Elementare "Pietro Cella" di Bardi
Storia di Bardi a fumetti.
L attività scolastica
è legata al territorio in cui opera o dispensa solo
aride nozioni destinate a essere dimenticate? Questo
libro, nato dall'impegno di alcune classi della Scuola
Elementare di Bardi e articolato nel corso di due anni
scolastici, si presenta come un valido e accattivante
strumento di conoscenza. La storia di Bardi diventa così
un pretesto per scoprire la storia e i legami tra il
presente e il passato, il fumetto un mezzo efficace per
capire il rapporto tra la parola e l immagine.
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Tiziana Lazzari
Castello
e immaginario dal Romanticismo ad oggi.
La mostra nel castello
di Bardi dell'estate 1991 ha presentato come catalogo un
volume con cui si intende offrire un quadro generale dei
problemi relativi a un territorio culturalmente omogeneo
che va da Fornovo a Bobbio. Attraverso una panoramica
che parte dalla prima metà dell'Ottocento e giunge ad
oggi, con una vasta scelta di immagini, si vuole
analizzare il castello e l idea che storici, pittori,
registi e redattori di libri di viaggio e di libri
strenna ci hanno dato o hanno ispirato in ciascuno di
noi: "per difenderci dalle condanne e dalle
celebrazioni dei castelli, e del Medioevo".
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A.A.V.V.
Bardi e le valli del Ceno e del Taro nella storia.
Un piccolo testo, che,
ripercorrendo la storia di Bardi delle valli del Taro e
del Ceno, sottolinea la loro autonoma fisionomia. Sono
presentate, con ricchezza di documenti, utili
informazioni, non in chiave di semplice erudizione, ma
con proposte rivolte al turismo e alla utilizzazione dei
monumenti storici.
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Amministrazione Comunale di Bardi - Centro Studi Valceno
I Farnese al Castello di Bardi
I Farnese al castello
di Bardi arrivarono tardi (1682), quando la discendenza
diretta dei Landi si era già estinta, e si fermarono
poco, meno di un secolo, eppure il loro simbolo
campeggia sopra l'ingresso del cortile d'onore del
Castello dei Landi.
La mostra e il catalogo raccolgono le tracce di quell'epoca,
restituendocene un quadro vivace; l'Archivio di Stato di
Parma, la Biblioteca Palatina di Parma, la Curia
Vescovile di Piacenza, il Museo Archeologico Nazionale
di Parma e la Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell'Emilia Romagna hanno contribuito a delinearlo con
attenzione.
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Millo Caffagnini
Bardi un
paese per cento città
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Bardi dalla fine degli
anni '30 agli inizi dei '50 e' il nocciolo di questo
libro che ci mette di fronte, con rara efficacia,
personaggi e usanze di un mondo ormai scomparso. Per
questo, non lo si può leggere senza una stretta al
cuore, un rimpianto di uomini e cose che non sono e non
saranno più, travolti dalla mano impietosa di quella
che si suole ormai chiamare "civiltà dei
consumi".
Il libro e' un omaggio alla solidarietà umana e
all'amicizia, che sono l'anima di gustosi aneddoti che
lo compongono, anch'esse cose di altri tempi: partite di
calcio giocate con puntiglioso orgoglio paesano; sudate
marce ciclistiche sulle strade di allora; trionfali
esibizioni di una banda paesana disperatamente impegnata
a sollecitare l'orgoglio civico, feste campestri
celebrate dopo ore di cammino; vecchi, amici dei
bambini, che ora ci sembrano usciti da una favola, ma
che allora vagavano con lo sguardo perso lontano;
personaggi astuti, burloni, ubriaconi, tutti umani però,
contenti di poco, innamorati della vita.
Poi tutto e' stato spazzato via dal rumore lancinante
dei motori. Da Bardi molti se ne sono andati a cercare
lavoro, fortuna, per sete di avventura, anche; quasi
tutto e' cambiato: il libro ricostruisce il teatrino in
cui la vita di un tempo viene recitata di nuovo.
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Classe 1@Bardi
(Progetto "Scuola@Bardi")
Storie che han fatto la storia
Durante l'anno scolastico 2001/2002,
i ragazzi della classe prima del progetto di
apprendimento a distanza "Scuola@Bardi", hanno
ripreso con il Prof. Andrea Briganti, loro insegnante di
Italiano e Storia, il periodo della seconda guerra
mondiale. E' nata così l'idea di raccogliere le
testimonianze di chi, durante quel periodo, c'era e l'ha
vissuto suo malgrado: i loro nonni. Il risultato è
stato un piccolo libro di grande significato, che ha
consentito ai ragazzi di vedere gli occhi lucidi di
persone a loro vicine mentre raccontavano i fatti e gli
avvenimenti, ma soprattutto gli ha consentito di
immedesimarsi in situazioni difficili, pericolose ed a
volte tragiche. Con l'auspicio che non ricapitino mai più.
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Maria Serena Balestracci
Arandora Star una tragedia dimenticata
Il 2 luglio del 1940 nelle acque
dell'Irlanda del Nord un sottomarino tedesco silura la
nave Arandora Star, una nave da crociera passata alla
Marina Britannica. A bordo ci sono 1500 "stranieri
nemici" destinati ad un campo di prigionia
canadese. Molti sono emigrati italiani, in particolar
modo dalle zone più povere dell'Appennino. Il Gran
Bretagna hanno trovato ed un posto nella società, ma
vengono lo stesso imprigionati ed avviati alla
deportazione: di loro 446 muoiono nell'affondamento
della nave. La storia non se ne occupa se non
marginalmente. Per tutti è una vergogna da
dimenticare in fretta. Questo libro, nato dalla tesi di
laurea dell'autrice riporta alla luce i fatti di quella
tragedia, che ha colpito 48 capifamiglia bardigiani,
ricordati tutti in una cappella presente nel cimitero di
Bardi.
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Card. Antonio Samorè - Centro Studi Valceno
La Signoria Landi
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La
ristampa del volume "La Signoria Landi" da
parte del Centro Studi Valle del Ceno, rappresenta un
momento qualificante per la conoscenza delle terre dello
stato dei Landi che, ancora oggi, conservano una loro
comune identità e tanti segni della presenza degli
antichi sovrani. Valga per tutti la bellezza
riconosciuti dei Castelli di Bardi e Compiano, un tempo
residenze abituali dei principi. L'importanza della
documentazione storica è rilevante in quanti mezzo
necessario per prendere coscienza e per ricostruire le
vicende sociali, culturali, politiche ed economiche di
un territorio e di questo in particolare. L'ambito dello
Stato Landi, che comprende gli attuali Comuni di
Albareto, Bardi, Bedonia, Borgotaro, Compiano, Tornolo e
Varsi ha presentato caratteristiche destinate a durare
nel tempo, confermandogli una fisionomia autonoma,
soprattutto per la rilevanza viaria e militare, oltre
che commerciale. La creazione di percorsi turistici e
culturali possono intrecciarsi in modo trasversale e
globale con la ricchezza delle bellezze artistiche ed
ambientali e inevitabilmente con le peculiarità
eno-gastronomiche, nella prospettiva di un'offerta
sempre più qualificata e di alto livello.
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Amministrazione
Comunale di Bardi
Alle origini
del potere. Dalla Tabula Alimentaria a Ubertino Landi.
Il
catalogo, guida alla mostra “Dalla tabula alimentaria
a Ubertino Landi” vuole essere uno strumento per
capire il nostro passato. Siamo riusciti, nei secoli
scorsi, a vivere in zone poco ospitali, a creare uno
stato. Ci siamo adattati alla natura tramandandoci le
nostre esperienze. I documenti e gli scritti contenuti
nel libro vogliono farci riappropriare del nostro
passato.
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Amministrazione Comunale di Bardi
Segmenti - Segni e testimonianze del Marchesato di
Bardi. 1257 – 1682
L’ esposizione
organizzata sul tema “Segni e testimonianze del
Marchesato di Bardi” fornisce a tutti l’ opportunità
di nuove scoperte sui rapporti nati nel XVI secolo tra
la Signoria di monaco e la Val di Taro. Rapporti storici
risultanti da legami dinastici. I documenti e le carte
che illuminano la storia che va dal 1257 al 1682 sono
racchiuse in questo volume. Le carte storiche,
accompagnate ai documenti degli storici Natale,Micheli,
Saviano e altri, ci aiutano a comprendere la storia del
nostro paese.
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Centro Studi della
Valle del Ceno
Le Valli del
Taro e del Ceno nella descrizione del Piccinelli (1617)
Giuseppe Micheli
Il testo qui
ristampato, fu pubblicato originariamente nell’ anno
1927 dal senatore Micheli che, tradusse dal latino una
epistola inviata, nel 1617, dallo scrittore poeta
milanese Francesco Piccinelli al suo medico Bernardo
Landalo.
La lettera è molto importante come unica descrizione
scritta dei principali centri appartenenti allo “
Stato Landi”. L’ autore ci presenta i paesi, la
flora, la fauna, i costumi ed il lavoro della
popolazione nel periodo di maggior floridezza del
territorio Lanciano, sotto il dominio di don Federico
Landi IV Principe di Borgo Val di Taro.
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Centro Studi della Valle del Ceno
Una
resistenza da rivendicare: i Montanari contro Napoleone
Gustavo
Buratti Zanchi
Il
27 marzo 2000 si è tenuto presso la Casa della gioventù
di bardi un incinto sulle insorgenze antifrancesi.
Questo libro è il testo della relazione tenuta in
quell’ occasione, dal Prof. Gustavo Buratti Zanchi.
LKo storico descrive i moti popolari in Italia, ma
soprattutto, nel Ducato di Parma, Piacenza e Guatalla,
contro i Francesi, nel periodo che va dal 1796 al 1814.
Alcuni brani redatti dal poeta valcenese Francesco
Zanetti citati nel discorso, aiutano a infervorare le
descrizioni vive e feroci del testo.
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Centro Studi della Valle del Ceno
Il
Castello di Bardi – nascita di un borgo militare
di
Vito Fumagalli
E’
la storia del nostro territorio, la descrizione dei
secoli che hanno visto fiorire il nostro paese come
borgo militare. Si parla della chiesa di S. Protaso,
della costruzione del castello e delle località vicine
a Bardi. Rimane di grande interesse per chi vuole
approfondire la storia locale, con particolare
riferimento alla fondazione del castello e alle antiche
vicende del territorio valcenese.
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Vito Fumagalli
Il
Castello di Bardi attraverso
la storia dell’ Appennino emiliano occidentale.
E’
un racconto, il racconto su Bardi e le Valli del Ceno e
del Taro. Inizia con le scorrerie dei Barbari, le
incursioni e le razzie degli Ungari. Prosegue con la
nascita delle fortificazioni e delle signorie feudali.
Il mondo descritto è quello dei soldati, dei pellegrini
e dei pastori su uno sfondo di chiese, di castelli, di
monasteri e di foreste. Gli avvenimenti si susseguono
incalzanti, lucidi, sono tutti ingredienti di un
filmato, di una sceneggiatura in movimento che mette a
fuoco personaggi e ambienti sotto gli occhi del lettore.
Tutto è scritto in modo tale da creare l’ impressione
di seguire una cronaca contemporanea e non fatti sepolti
sotto una spessa coltre di secoli. Le pagine hanno la
freschezza di una conversazione, di un discorso sereno
tra persone che si conoscono e riflettono in qualche
modo su un costume, su una civiltà che comincia con il
Castello di Bardi
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AA. VV. - a cura di G. Conti
La fortezza
ed il borgo di Bardi durante i secoli - Note di storia
locale.
La storia della
Fortezza di Bardi, così potrebbe essere chiamato questo
testo. Leggendone le pagine si vanno a conoscere tutte
le leggende e le curiosità che caratterizzano la storia
del nostro paese. Si comincia con la leggenda di Barrus
e con alcune note di storia per poi continuare con la
battaglia della Giostra, la descrizione dello Stato
Landi, alcuni cenni artistici della Fortezza e una breve
guida alla visita del Maniero di Bardi.
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Associazione
Nazionale Alpini - Gruppo "P. Cella" Bardi
a cura di G. Conti
Il Capitano Pietro Cella - Prima Medaglia d’ Oro
nel corpo degli Alpini.
Questo libro nasce
come ricordo di tutti i Bardigiani Caduti in guerra e,
soprattutto, per commemorare il centenario della morte
del Capitano Pietro Cella. Viene narrata la vita di
Pietro Cella con particolari riferimenti alla Battaglia
di Adua e alla Campagna d’ Africa, due avvenimenti di
guerra a cui ha preso parte il Capitano Cella.
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Giuseppe Frattini
Val
Ceno terra di castelli e leggende
Il
libro è un compendio della Valceno, una ricerca lungo
stradine e sentieri, attraverso valli e montagne, pqesi
e ville. Il descrittivismo utilizzato ci propone tutto
come i nostri occhi possono scorgere, ne suggerisce i
sapori, ne sottolinea i colori. Nella prima sequenza di
immagini dedicate alla natura si può rilevare la
presenza del lavoro dell’ uomo che a questa valle ha
dato tanto. Un ulteriore parte è dedicata alle
costruzioni dell’ uomo. Costruzioni fisse nell’
ambiente. Molti dei paesi fotografati da Frattini erano
importanti per la funzione di supporto e accoglienza ai
viaggiatori.
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Pierpaolo Bonacini
Le carte
Longobarde di Varsi
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Dall'età
longobarda e dai territori del regno longobardo
ci sono giunte alcune centinaia di carte e di documenti pubblici,
che in gran parte si riferiscono all'area toscana
e in particolare a quella della città di Lucca,
mentre numerose sono anche le carte provenienti
dal territorio del ducato di Spoleto.
Tuttavia, la maggioranza delle carte private
non provengono dalle città del regno,
ma dagli insediamenti sparsi nei territori rurali;
e ciò non è senza importanza,
poichè riflette il crescente peso sociale,
demografico e produttivo
che le campagne acquistano nei confronti dei centri urbani
nell'ambito di un più largo e marcato processo di ruralizzazione
delle strutture civili ed ecclesiastiche
che caratterizza l'esperienza sociale e culturale dell'alto
Medioevo.
E' perciò molto significativo rintracciare un nucleo di ben 11
carte,
come quelle di Varsi, che si riferiscono ad un unico
insediamento rurale
e alla chiesa di S.Pietro e che sono
numericamente superiori persino a quelle relative alla
capitale del regno,
Pavia, dove tra il 714 e il 769 vengono rogate 7
carte,
ma tra esse soltanto la prima ha attinenza alla città,
mentre tutte le altre si riferiscono a località assai diverse.
Dalle carte di Varsi emergono informazioni relative
anche a nuclei abitati ora scomparsi,
come il casale Cavallionano e il casale Lacore,
oppure ancora esistenti, come Vianino e Golaso,
e soprattutto emerge il ruolo svolto dai preti della chiesa di S.Pietro
nell'accrescere il patrimonio fondiario della chiesa stessa
tramite acquisti di terre e donazioni disposte da privati.
E' interessante osservare anche la persistenza di elementi del
paesaggio,
come il lago di Varsi, e la distribuzione degli insediamenti
nella forma del casale,
che appare tipica delle strutture agrarie di tradizione
longobarda
ed è caratterizzata dalla presenza di gruppi di
poderi
accentrati privi della pars dominica
che diverrà poi tipica delle curtes di età carolingia.
Le carte di Varsi hanno grande importanza
poichè, proprio grazie al loro numero e alla loro
concentrazione,
consentono di osservare molti aspetti della vita di una comunità
rurale
e di conoscere in maniera più approfondita quel lontano
secolo VIII
e quella civiltà longobarda dalla quale tutti noi deriviamo
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Raccolta di poesie di
Luigi Vernazza
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Raccolta di
poesie di
Claudio Moruzzi
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Mario Ascari

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Giorgio Viarengo
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Leggende Bardigiane
Questo breve testo ha scopo
di documentare una piccola parte
di tradizione orale e
scritta ormai dimenticata.
Le leggende sono state raccolte,
in parte, dal sottoscritto
e sono tratte da alcuni testi;
altre provengono da ricerche
degli alunni della classe 2° B della scuola di Bardi,
sotto
la guida della Professoressa Adriana Ruggeri,
durante l'anno
scolastico 1986-87
e dagli alunni della scuola 3° B
della
scuola elementare del capoluogo,
nel febbraio 1988,
con le
insegnanti
Fecci Mariella e Zanelli Ester
Il curatore
Giuseppe Conti
gran
parte di queste leggende
le puoi trovare nella pagina
"Leggende"

disegno della copertina: Fede e Speranza di
Riccardo Mazzolini
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