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IL
CAVALLO BARDIGIANO. UNA RISORSA PER di Giuseppe Conti
Alla
organizzazione collaborano il Comune di Bardi, Le
prime notizie sulle origini del Bardigiano sono del 1864, con descrizione
da fonte storica di una “varietà di cavalli”, sufficientemente
omogenea, che si estendeva dall’Appennino dell’Emilia Occidentale sino
alla Lunigiana. La popolazione era fornita di qualità eccellenti per
robustezza e resistenza, testa leggera, orecchie brevi, molta criniera,
zampe robuste e forti. Dalla zona di origine “Bardi”, in provincia di
Parma, la razza prende il nome. Questa antica razza equina deve il suo
recupero allo sforzo compiuto dall’Associazione Allevatori di Parma, in
collaborazione con le A.P.A. di Piacenza, Genova,
Passo
importante per questa salvaguardia è stata l’istituzione del “Libro
Genealogico del Cavallo di razza bardigiana”, istituito con D.M. il 2
agosto 1977 e viene gestito dall’Associazione Provinciale Allevatori di
Parma, con sede in Borgo Salnitrara n.3; con tale Decreto è iniziata
l’opera di recupero del nucleo originario in purezza ed una attività
selettiva ha promosso la valorizzazione economica della razza. Prima di
allora il Bardigiano era diventato una popolazione equina in cui le
caratteristiche di razza si erano mescolate ad altre caratteristiche di
diversa provenienza fino a formare una serie di soggetti scarsamente
omogenei con forti elementi di disuniformità nelle caratteristiche
morfologiche. Il lavoro di selezione ed indirizzo svolto dall’Ufficio
Centrale del libro Genealogico è stato enorme e meritorio per numerosità,
tipicità ed omogeinità dei soggetti selezionati. Oggi i Bardigiani
iscritti al Libro G. sono quasi 3.000 tra stalloni (118), fattrici (1.581)
e giovane rimonta (1.300), costantemente monitorati e valutati con
rassegne annuali che si tengono in tutti i comuni e le frazioni della zona
di allevamento. Gli allevatori sono 661, distribuiti in 24 province
italiane; ricordiamo la presenza in Germania di 22 allevatori in selezione
che dal 1995 allevano oltre 30 cavalli ed in Ungheria. E’ importante
ricordare che i caratteri tipici della razza sono stati definiti anche in
funzione dell’ambiente in cui vive il cavallo e delle attività
produttive ad esso legate. L’allevamento del Bardigiano è consolidato
nelle aree collinari e montane di Emilia, Liguria e parte della Toscana ed
è in diffusione in tutta Italia. Il Bardigiano è un cavallo che ben si adatta all’ambiente di alta collina e di montagna.
E’ un cavallo frugale, rustico, resistente a condizioni di siccità, molto adatto ai cambiamenti di clima, grande utilizzatore di qualsiasi tipo di foraggio e di pascolo. Il tipo di allevamento maggiormente praticato è il semi-brado; il cavallo è lasciato libero sui pascoli per vari mesi all’anno.
Il Bardigiano è un cavallo di tipo meso-brachiformo, di costituzione e temperamento docile che lo fanno apprezzare come cavallo da sella e per gli attacchi; ma oggi è ad un bivio: o riesce ancora a crescere numericamente, individuando un suo specifico spazio di mercato, che giustifichi le 1581 fattrici in produzione, oppure sarà condannato ad un inevitabile ridimensionamento, per mancanza di tornaconto economico
dell’allevatore. Il tradizionale allevatore di Bardigiani, generalmente non in più giovane età, raramente svolge questa attività come principale; normalmente l’allevamento del cavallo avviene in aziende di piccole dimensioni nelle aree di montagna marginali e più svantaggiate, interessate in questi ultimi anni da intensi processi di abbandono dell’agricoltura ed è spesso subordinato ad altri tipi di allevamento e ad altre coltivazioni, altrimenti sarebbe antieconomico in quanto l’attività tradizionale dell’impiego del Bardigiano nel lavoro risulta ormai scomparsa e la produzione di carne sempre meno renumerativa. Prospettiva confermata dall’apertura dell’Unione Europea ai paesi PECO (Est Europa) con la prevedibile introduzione a breve di carne a basso costo. Per questi motivi l’Ufficio centrale del Libro Genealogico vedi nota>>> ha ritenuto necessario fissare, dagli anni novanta, nuovi obiettivi per trovare nuovi spazi di diffusione per il Bardigiano. Questi spazi devono essere ricercati in un più diffuso utilizzo del cavallo nella sella da servizio (vale a dire nelle passeggiate a cavallo, nel trekking, nell’agriturismo e nell’ippoterapia). Attività che hanno conosciuto negli ultimi anni un fortissimo sviluppo, facendo avvicinare all’equitazione di campagna e di base, un vasto pubblico. Esiste infatti un grande numero di persone che, pur non volendo affrontare l’equitazione a livello professionistico o agonistico, è comunque attratto dal cavallo e dall’equitazione in ambiente naturale. Per promuovere la diffusione degli obiettivi sopraccitati l’Ufficio ha orientato la presentazione della razza nelle mostre di settore dando impulso ad esibizioni a sella e attacchi, con la collaborazione di una vivace squadra di cavalieri che hanno presentato al meglio il cavallo, favorendo di fatto l’avvicinamento di nuovi allevatori ed appassionati.
E’
stata curata inoltre l’immagine del Bardigiano per mezzo della stampa in
numerosi articoli di riviste specializzate come Cavallo Magazine e
dell’informazione televisiva in reti tematiche via satellite come
Cavallo Channel. Molto lavoro in questa direzione è ancora da compiere: i
cavalli Bardigani addestrati per l’utilizzo da sella sono ancora,
percentualmente, troppo pochi e soprattutto ancora da affermare è la
mentalità che vede nel Bardigiano un ottimo soggetto adatto allo sport
equestre, è inoltre necessario adeguare anche le strutture degli
allevatori e la professionalità degli allevatori, per selezionare e
produrre soggetti di elevata tipicità e di corretta conformazione o
attitudine, per poterli vendere ad un giusto prezzo. Sono questi i
presupposti alla base della più recente azione degli enti preposti alla
salvaguardia ed allo sviluppo del cavallo che attraverso un rinnovato
impulso all’attività di selezione e controllo e per mezzo di iniziative
promozionali e di valorizzazione, intende incrementare lo spazio del
Bardigiano all’interno del mercato dell’equitazione, per creare nuove
opportunità di reddito, per promuovere il territorio e per favorire la
permanenza delle attività di allevamento nelle zone montane
dell’Appennino.
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